La casa? Una mazzata!

Il problema casa continua ad acuirsi non solo per i meno agiati ma anche per chi, fino a qualche anno fa, puntava a immobili di un certo valore. A spaventare di più, in tale fosca cornice, è la condizione di chi vuole accendere un mutuo… 

…Nel primo semestre dell’anno, secondo l’Istat, le vendite di case sono state 322.534, con un calo del 20,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Per l’Agenzia delle Entrate, invece, i passaggi di proprietà sono stati 229.694, con una diminuzione del 22,7%. Numeri, questi, che identificano senza dubbio una tendenza depressiva.

Secondo l’Agenzia, la situazione sta implodendo. Il calo tendenziale è giunto al 26,8%, e si riferisce all’intero  Paese. Tra le grandi città Milano ha fatto segnare -26,9% e Roma addirittura -32,6%. A fare da corollario ci sono anche i numeri sui mutui: le erogazioni sono dimezzate (-49,6% il dato che si ottiene elaborando i dati di Banca d’Italia) nei primi nove mesi dell’anno. I prezzi, in buona sostanza, sono scesi, ma in misura assai più limitata. Cogliendo il dato medio cittadino, emerge che ad esempio a Milano i valori sono scesi, secondo Nomisma, del 3,9% su base annua e del 12,1% nel quinquennio. A Roma, invece, il calo è stato rispettivamente del 3,5 e del 4,6%.

Ma facciamo un tuffo nella storia recente per fotografare, in maniera perentoria, la situazione di oggi. 5 anni fa si accedeva al mutuo disponendo all’incirca del 10-15% del capitale necessario all’acquisto e dimostrando di avere un reddito mensile triplo rispetto alla rata del mutuo. Oggi ci vuole il 40% di contanti e un reddito derivante da lavoro dipendente a tempo indeterminato, almeno quattro volte la rata del mutuo e spesso anche garanzie di terzi. Come se non bastasse, bisogna poi fare i conti con Spread molto più elevati rispetto a prima. Spostiamoci adesso tra i vari capoluoghi di Provincia dello Stivale per conoscere, da un punto di vista numerico, la situazione che vi alberga.

A Milano gli acquisti per la prima casa sono scesi dal 58% del 2011 al 46% di quest’anno. A crollare è stata anche la quota di chi acquista con un mutuo, dal 65 al 45%. Nelle aree più pregiate, però, i prezzi hanno tenuto meglio, con un calo del 2,1% a fronte del 4% della periferia. Malgrado la flessione negli affitti, è cresciuta la quota di chi compra per investimento che tocca il 18,4%, due punti in più rispetto allo scorso anno. A Roma, su base annua i prezzi in centro sono scesi la metà che in periferia ma il calo degli immobili di pregio è avvenuto tutto negli ultimi sei mesi, a riprova che anche questo comparto ha un’offerta sovrabbondante. La domanda da investimento si sta fortemente riducendo; invece è cresciuta la quota di compravendite assistite da mutuo salita al 78% e la quota di acquisti per la prima casa è passata al 72% dal 36% del totale. La quota di mercato delle case nuove o ristrutturate è però divenuta marginale, passando dal 26,5% al 3%. Insomma, si compra dove le case costano poco e dove i prezzi sono scesi negli ultimi anni. A Torino, i prezzi sono scesi del 5% in tutta la città, è aumenta la quota di chi compra per investire. Qui la diminuzione delle compravendite sta portando a un aumento della domanda potenziale di affitto.

Veniamo a Napoli, dove si sta registrando la diminuzione meno sensibile delle transazioni (-8,9% nei primi nove mesi del 2012) e la diminuzione dei prezzi è in tutte le aree della città omogenea, attorno al 4%. Sta crescendo la quota di chi compra case nuove o ristrutturate, che sono il 25,5% del totale contro il 6,3% del 2011, mentre è calato il ricorso al mutuo, fatto per meno del 40% delle vendite, contro il 55%.  

Ora “bando alle cifre”! Di queste statistiche emerge una notizia raccapicciante, e cioè che anche per l’acquisto della casa, ad essere fortemente penalizzati sono i Giovani. Per essi il mercato si è ridotto sensibilmente e la matrice, in tal senso, risiede nel cambiamento di rotta delle banche, causato dalla crisi di liquidità e dall’aumento delle sofferenze. A rendere il boccone ancor più amaro per loro ci hanno pensanto altri due fattori: l’effetto Imu, che deprime la domanda di case da non utilizzare direttamente e le attese dei potenziali acquirenti. Oggi, anche chi potrebbe comprare tende a rimandare l’acquisto ed è tanto vero che nell’ultimo anno sono diminuiti anche gli acquisti di case di lusso; Persino acquirenti senza alcun problema di solvibilità preferiscono aspettare tempi migliori.

Come dire? Anche il mattone lo abbiamo preso… in testa!

Condividi