Spread giù, disoccupazione su

Finalmente una buona notizia sul fronte dei mercati che decretano la discesa dello spread sotto quota 300 punti.

Intanto, Spagna, Grecia e Stati Uniti complicano le seduta delle Borse europee dove brilla Piazza Affari trainata dal suo effetto benefico. A consigliare l’atteggiamento prudente agli investitori dopo il via libera di Atene al riacquisto di parte del suo debito è l’ok dell’Eurogruppo agli aiuti per le banche iberiche (in Spagna i disoccupati sono saliti a 4,91 milioni, nuovo record) e soprattutto le tensioni sul Fiscal Cliff negli Usa. Le trattative per evitare tagli automatici della spesa e aumenti generalizzati delle tasse non hanno finora prodotto risultati significativi e, anzi, rischiano di subire una brusca frenata dopo che la Casa Bianca ha respinto la proposta dei repubblicani di tagliare la spesa sanitaria anziché aumentare le tasse per i redditi più elevati. 

Notizia buona, sì, ma che non deve farci illudere che gli equilibri macroeconomici possano condizionare il nostro quotidiano. Almeno non a breve (e tantomeno a medio) termine. 

La disoccupazione giovanile continua a attestarsi intorno al 36%, e i motivi che generano malessere da un punto di vista socio-economico  restano inalterati. I sorrisi sulle labbra della classe dirigente non servono a risollevare gli animi inquieti. Questi, infatti, chiedono ben altro che una curva ascendente su un grafico imposto senza possibilità di contraddittorio. E cioè lavoro, prospettive, crescita. Abbiamo bisogno di gente che si cali nella parte (la nostra, questa volta), che scenda tra la gente, che viva la realtà vera. Che riconosca i problemi più asfissianti e comincino da questi, dai fatti di tutti i giorni… Per migliorare, per non finire alla deriva.  

Cose normali nell’immaginario collettivo dei nostri padri. Cose normali, divenute eccezione.

Cose che ci spettano… Non ce lo dimentichiamo.

 

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