12/12/13

Parte il programma europeo: “Garanzie per i giovani”. Il “nuovo inizio” non è il nostro

Contemporaneità

Amici, il discorso di ieri del Presidente del Consiglio alla Camera, reso in occasione del voto di fiducia per il suo Governo, ha da un lato rimarcato intenzioni positive e dall’altro sottolineato quanto esse restino mero materiale per filosofi rampanti.

Letta ha posto l’attenzione su sei punti in particolare: la legge elettorale, i costi della politica, gli obiettivi del semestre europeo per famiglie e imprese, l’ambiente, le privatizzazioni, ma soprattutto il lavoro giovanile. È su quest’ultimo che vorrei focalizzare l’attenzione, iniziando a spiegarlo in breve.

Dal primo gennaio parte il programma europeo “Garanzie per i giovani” che mette a disposizione dell’Italia 1,5 miliardi di euro tra il 2014 e il 2015, per assicurare ai giovani compresi fra i 15 e i 24 anni un’offerta di lavoro, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dalla fine del percorso scolastico o dalla perdita di una precedente occupazione. Inutile aggiungere che il piano è ancora in corso di lavorazione da parte della commissione abilitata…

Ebbene, al di là che la cifra non mi pare così generosa, considerando la mole di disoccupati giovani presenti del nostro paese, non era già stato vagliato dall’inizio di questa legislatura un piano per noi? Che fine hanno fatto quei bei propositi avanzati già durante la campagna elettorale da Letta? E poi, i giovani dai 24 in su, li facciamo andare già in pensione?

A questo punto mi chiedo se questi gerontocrati che ci governano, hanno compreso che i tempi sono cambiati e con essi anche il concetto di giovinezza? Ricordiamogli che l’idea del 24enne con un lavoro e una condizione economica stabile e tre figli a carico è oggi utopia (ammesso che un tempo la situazione fosse molto diversa…).

In conclusione, del discorso di ieri non resta nulla, se non, appunto, un discorso.

12/8/13

Test di meritocrazia per Enrico Letta

Il test a Me?!

Amici, da sempre la parola “meritocrazia” è stata associata ai cittadini, ai lavoratori, insomma, a noi. Ci siamo mai chiesti se ciò fosse giusto? Bè, lo abbiamo fatto oggi…

Come mai si richiede una società meritocratica e non un Governo meritocratico? Perché ci analizziamo e non Li analizziamo? Abbiamo sostenuto innumerevoli test fino a questo momento. Loro invece?

Eccone uno cucito addosso all’uomo del momento, il Presidente del Consiglio Enrico Letta.  
– Come intende ridurre i costi della politica, dal primo gennaio, non fra tre anni? (In giugno promise che lo avrebbe fatto entro sei mesi: scadono fra tre settimane). 
– Con quali mezzi combatterà l’evasione fiscale? S’impegna a tradurre ogni euro recuperato dall’evasione in riduzioni di aliquote dei contribuenti onesti? 
– Continuerà ad usare il fisco per favorire il lavoro femminile? 
– S’impegna a riconoscere che quello dell’Invalsi è stato un passo falso e conferma la strada della valutazione, utilizzandola per introdurre premi e penalità per scuole, università e insegnanti? 
– Quali sono gli obiettivi numerici per i tagli di spesa da attuare nel 2014 e 2015? 
– In che modo intende tassare gli immobili? 
– Confermerà la Tobin tax? A quanto stima il gettito di questa imposta? 
– Quali aziende pubbliche, nazionali o locali, intende privatizzare? Con quali procedure? 
– Come pensa di riformare il mercato del lavoro? 
– Quali politiche intende seguire per l’immigrazione? 
Attraverso il suo impegno, il nostro amico dovrà darci la possibilità di valutare, entro breve, il suo operato, alla stregua di come lui e tutti quelli che (in misura diversa) ci governano, fanno da una vita e più.

Il tempo ci dirà a quanti e a quali dei quesiti in oggetto sarà data una risposta…

Gli facciamo un in bocca al lupo.

…E lo facciamo anche a noi.

11/13/13

Vertice europeo sulla disoccupazione giovanile: Italia 4° in classifica

Attesa letale

Amici, sarà Roma ad ospitare il vertice sulla disoccupazione giovanile che, con tutta probabilità, si terrà ad aprile.

A stabilirlo, i leader di Germania e Francia, Hollande e Merkel, accogliendo la proposta lanciata dal nostro Enrico Letta.

In Europa la disoccupazione dei minori di 25 anni ha superato il 23 per cento, pari a 5,6 milioni di giovani.

Nella classifica degli Stati maggiormente penalizzati dalla disoccupazione under 25, l’Italia è quarta (con il 40,4%) dietro a Spagna (56,5%), Croazia (52,8%), Cipro (43,9%). Tuttavia, in Italia, a differenza degli altri tre Paesi, il trend a settembre continua a salire. Anche in Grecia la disoccupazione è molto alta, ma l’ultimo dato disponibile è luglio (57,3%). Le meno colpite sono Germania (7,7%) e Austria (8,7%). Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al mese di settembre, in totale in Europa sono 5.584.000 i giovani disoccupati, di cui 3.548.000 nella zona euro.

“La disoccupazione dei giovani è il grande incubo che ci portiamo dietro da questa crisi”, ha detto Letta lasciando Parigi: “Incubo nazionale ma anche grande tema europeo, quindi credo che questa occasione (il prossimo vertice di Roma, ndr) dobbiamo sfruttarla al massimo, a partire dalle conclusioni di questa conferenza”, ha continuato il Premier, sottolineando che c’è bisogno di dare “un’accelerazione” a “molte decisioni che sono state prese” in materia di disoccupazione giovanile. “Credo che dobbiamo assolutamente cogliere quest’occasione”, ha concluso.

Queste le parole… Per i fatti dovremmo aspettare almeno altri 5 mesi…

11/8/13

Libertà d’espressione: l’Italia segue il Vietnam

Schiavitù d’espressione del libero pensiero

Amici, oggi vi racconto la paradossale politica vietnamita in materia di libertà d’espressione allo scopo di esortarvi a compiere un paragone con la nostra, non così avulsa…

Con almeno 75 prigionieri di coscienza condannati a lunghe pene detentive, quasi tutti processati negli ultimi due anni, il Vietnam si sta velocemente trasformando in una delle più grandi prigioni del Sudest asiatico.

La denuncia è contenuta in un nuovo rapporto di Amnesty International, intitolato “Voci ridotte al silenzio. Prigionieri di coscienza in Vietnam”. L’organizzazione per i diritti umani avverte che il numero dei prigionieri di coscienza potrebbe essere persino superiore ai 75 elencati nel rapporto. In detenzione preventiva o agli arresti domiciliari potrebbero essercene ancora altri.

Ai nostri lettori abbiamo già raccontato la persecuzione giudiziaria subita da attivisti politici, blogger e religiosi di fede cattolica. Oltre a loro, in carcere per aver esercitato la libertà d’espressione sono finiti anche difensori dei diritti umani, promotori di riforme pacifiche e democratiche e attivisti per il diritto alla terra e il diritto al lavoro.

Tra questi ultimi figura Do Thi Minh Hanh, 28 anni, attivista per il diritto al lavoro,condannata a sette anni nel 2010 per aver distribuito volantini a sostegno dei lavoratori di un fabbrica di vestiti che chiedevano un aumento del salario e migliori condizioni di lavoro. È stata picchiata in diverse occasioni da altri prigionieri senza che le guardie intervenissero.

I prigionieri di coscienza vengono spesso sottoposti a lunghi periodi di detenzione preventiva senza poter incontrare familiari e avvocati. Le procedure giudiziarie si collocano ben al di sotto degli standard internazionali, sovente durano poche ore e non contemplano la presunzione d’innocenza.

Questo è stato il caso di un processo celebrato nel 2010 nei confronti di quattro attivisti politici: i giudici si sono riuniti per deliberare solo per 15 minuti, mentre ce ne sono voluti 45 per leggere la sentenza, il ché fa presumere che questa fosse stata preparata in anticipo.

Una volta condannati, i prigionieri di coscienza si trovano in condizioni detentive durissime: talvolta sono posti in completo isolamento e sottoposti a torture e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

Mentre la costituzione vietnamita prevede ampie garanzie per la libertà d’espressione, negli ultimi anni una serie di leggi e decreti hanno provveduto a limitare questo diritto.

Il codice penale del 1999 autorizza l’imposizione di decenni di carcere per i reati di “sovversione” e “propaganda” contro lo stato, che  vengono quasi esclusivamente usati per punire il dissenso pacifico.

Il 1° settembre di quest’anno, il governo ha introdotto un nuovo decreto che limita fortemente l’uso di Internet e prevede lunghe condanne per chi condivide notizie sui blog e sui social media così come per quelle attività online ritenute una minaccia per la sicurezza nazionale.

Il 30 novembre, prima della fine dell’attuale sessione di lavori parlamentari, l’Assemblea nazionale dovrebbe votare una nuova costituzione, la cui bozza è stata sottoposta nell’ultimo anno a consultazioni popolari  senza precedenti.

Tuttavia, secondo Amnesty International la nuova costituzione, per lo meno nella sua attuale stesura, presenta gli stessi problemi della precedente e non aiuterà in alcun modo a proteggere i difensori dei diritti umani e le altre persone a rischio di persecuzione a causa di leggi e decreti restrittivi.

…Se a questa situazione sottraiamo l’elemento del carcere e magari una dose massiccia d’ipocrisia congenita, in Italia accade pressoché la stessa cosa.

08/14/13

Amichevole Italia – Argentina: calciatori in udienza dal Papa. …Francesco come metafora di comunione sociale

Amici, al minuto 1.45, nel corso del TG di TV2000, collegamento in diretta da Piazza San Pietro per l’udienza della nazionale italiana e argentina dal Papa.

Francesco ha colto l’occasione dell’amichevole di calcio a lui dedicata per inviare messaggi di comunione sociale, riferiti in maniera particolare ai giovani. 

Vediamo…