11/25/13

Uomo minaccia di gettarsi dal balcone. Storia di un pensiero comune

Sta per buttarsi…

Amici, oggi per raccontare al meglio la disperazione che accompagna la disoccupazione, soprattutto giovanile, scelgo un episodio accaduto stamane nella mia città.

Siamo a Napoli e un funzionario del Consorzio di bacino ha minacciato di suicidarsi dal balcone della sede della Camera di Commercio di Napoli, in piazza Bovio. Come potete osservare dalla foto in sovrimpressione, la persona si trova all’esterno della facciata al secondo piano della struttura, dov’è in corso un convegno sulla proposta di legge relativa alla certificazione di qualità dei fondi agricoli. Insieme a lui altri quindici colleghi che manifestano per il mancato pagamento.

Per fortuna, stavolta l’episodio non ha avuto epilogo tragico. Non è il primo e non sarà l’ultimo. La prossima volta potrebbe andare diversamente…

Una fotografia fedelissima di un malessere incubato nella pancia di tutti.

Riflettiamoci, di più…

11/15/13

Terra dei fuochi: dopo 82 inchieste lo “sfregio” continua…

Camorra

Amici: Adelphi, Black Hole, Caronte, Cassiopea, Chernobyl, Dirty Pack, Ecoboss, Falena, Giudizio Finale, Houdinì,  Madre Terra, sono i nomi delle 82 inchieste sul traffico dei rifiuti condotte dalla magistratura dal ‘91 a oggi, nelle quali sono racchiusi i dati e i nomi riferiti alla Terra dei Fuochi.

A ricostruirlo, Legambiente, alla vigilia della manifestazione promossa da comitati, associazioni, studenti che si svolgerà domani a Napoli per chiedere il ritorno della legalità e della sicurezza nelle zone devastate dai clan. 

Si sono concluse con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce, 443 aziende coinvolte. Per un quarto di secolo lungo le rotte dei traffici  illeciti, è viaggiato di tutto: polveri di abbattimento dei fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica. Nel complesso 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. In sostanza circa 411 mila camion carichi di rifiuti che hanno attraversato mezza Italia, considerato che un tir trasporta in media 25 tonnellate. Camion che per lo più sono risultati invisibili ai controlli, ma ben presenti ai cancelli delle industrie intenzionate a scaricare sulla collettività - con conseguenze inimmaginabili - costi che avrebbero dovuto essere iscritti ai bilanci aziendali.
Imprese situate in larghissima maggioranza nelle regioni settentrionali e centrali del nostro Paese. Legambiente avanza con alcune proposte: rendere pubblica e aggiornare la mappatura dei siti contaminati; avviare una sistematica attività di campionamento e analisi dei prodotti ortofrutticoli e alimentari; individuare strumenti efficaci per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate; sostenere una rete di aziende e soggetti pubblici che promuovano e difendano la Campania pulita; predisporre un piano di riconversione delle aree contaminate basato sulle tecniche no food e sulla fitodepurazione; introdurre nel codice penale i delitti contro l’ambiente.

Dopo 22 anni di inchieste, la situazione si è aggravata. E noi restiamo senza via d’uscita…

A meno che?

Aspettiamo…

Ancora.

11/13/13

Vertice europeo sulla disoccupazione giovanile: Italia 4° in classifica

Attesa letale

Amici, sarà Roma ad ospitare il vertice sulla disoccupazione giovanile che, con tutta probabilità, si terrà ad aprile.

A stabilirlo, i leader di Germania e Francia, Hollande e Merkel, accogliendo la proposta lanciata dal nostro Enrico Letta.

In Europa la disoccupazione dei minori di 25 anni ha superato il 23 per cento, pari a 5,6 milioni di giovani.

Nella classifica degli Stati maggiormente penalizzati dalla disoccupazione under 25, l’Italia è quarta (con il 40,4%) dietro a Spagna (56,5%), Croazia (52,8%), Cipro (43,9%). Tuttavia, in Italia, a differenza degli altri tre Paesi, il trend a settembre continua a salire. Anche in Grecia la disoccupazione è molto alta, ma l’ultimo dato disponibile è luglio (57,3%). Le meno colpite sono Germania (7,7%) e Austria (8,7%). Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al mese di settembre, in totale in Europa sono 5.584.000 i giovani disoccupati, di cui 3.548.000 nella zona euro.

“La disoccupazione dei giovani è il grande incubo che ci portiamo dietro da questa crisi”, ha detto Letta lasciando Parigi: “Incubo nazionale ma anche grande tema europeo, quindi credo che questa occasione (il prossimo vertice di Roma, ndr) dobbiamo sfruttarla al massimo, a partire dalle conclusioni di questa conferenza”, ha continuato il Premier, sottolineando che c’è bisogno di dare “un’accelerazione” a “molte decisioni che sono state prese” in materia di disoccupazione giovanile. “Credo che dobbiamo assolutamente cogliere quest’occasione”, ha concluso.

Queste le parole… Per i fatti dovremmo aspettare almeno altri 5 mesi…

11/8/13

Libertà d’espressione: l’Italia segue il Vietnam

Schiavitù d’espressione del libero pensiero

Amici, oggi vi racconto la paradossale politica vietnamita in materia di libertà d’espressione allo scopo di esortarvi a compiere un paragone con la nostra, non così avulsa…

Con almeno 75 prigionieri di coscienza condannati a lunghe pene detentive, quasi tutti processati negli ultimi due anni, il Vietnam si sta velocemente trasformando in una delle più grandi prigioni del Sudest asiatico.

La denuncia è contenuta in un nuovo rapporto di Amnesty International, intitolato “Voci ridotte al silenzio. Prigionieri di coscienza in Vietnam”. L’organizzazione per i diritti umani avverte che il numero dei prigionieri di coscienza potrebbe essere persino superiore ai 75 elencati nel rapporto. In detenzione preventiva o agli arresti domiciliari potrebbero essercene ancora altri.

Ai nostri lettori abbiamo già raccontato la persecuzione giudiziaria subita da attivisti politici, blogger e religiosi di fede cattolica. Oltre a loro, in carcere per aver esercitato la libertà d’espressione sono finiti anche difensori dei diritti umani, promotori di riforme pacifiche e democratiche e attivisti per il diritto alla terra e il diritto al lavoro.

Tra questi ultimi figura Do Thi Minh Hanh, 28 anni, attivista per il diritto al lavoro,condannata a sette anni nel 2010 per aver distribuito volantini a sostegno dei lavoratori di un fabbrica di vestiti che chiedevano un aumento del salario e migliori condizioni di lavoro. È stata picchiata in diverse occasioni da altri prigionieri senza che le guardie intervenissero.

I prigionieri di coscienza vengono spesso sottoposti a lunghi periodi di detenzione preventiva senza poter incontrare familiari e avvocati. Le procedure giudiziarie si collocano ben al di sotto degli standard internazionali, sovente durano poche ore e non contemplano la presunzione d’innocenza.

Questo è stato il caso di un processo celebrato nel 2010 nei confronti di quattro attivisti politici: i giudici si sono riuniti per deliberare solo per 15 minuti, mentre ce ne sono voluti 45 per leggere la sentenza, il ché fa presumere che questa fosse stata preparata in anticipo.

Una volta condannati, i prigionieri di coscienza si trovano in condizioni detentive durissime: talvolta sono posti in completo isolamento e sottoposti a torture e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

Mentre la costituzione vietnamita prevede ampie garanzie per la libertà d’espressione, negli ultimi anni una serie di leggi e decreti hanno provveduto a limitare questo diritto.

Il codice penale del 1999 autorizza l’imposizione di decenni di carcere per i reati di “sovversione” e “propaganda” contro lo stato, che  vengono quasi esclusivamente usati per punire il dissenso pacifico.

Il 1° settembre di quest’anno, il governo ha introdotto un nuovo decreto che limita fortemente l’uso di Internet e prevede lunghe condanne per chi condivide notizie sui blog e sui social media così come per quelle attività online ritenute una minaccia per la sicurezza nazionale.

Il 30 novembre, prima della fine dell’attuale sessione di lavori parlamentari, l’Assemblea nazionale dovrebbe votare una nuova costituzione, la cui bozza è stata sottoposta nell’ultimo anno a consultazioni popolari  senza precedenti.

Tuttavia, secondo Amnesty International la nuova costituzione, per lo meno nella sua attuale stesura, presenta gli stessi problemi della precedente e non aiuterà in alcun modo a proteggere i difensori dei diritti umani e le altre persone a rischio di persecuzione a causa di leggi e decreti restrittivi.

…Se a questa situazione sottraiamo l’elemento del carcere e magari una dose massiccia d’ipocrisia congenita, in Italia accade pressoché la stessa cosa.

11/4/13

Bonus-giovani-traditi

Giuda’s kiss

Amici, avrebbe dovuto garantire 200mila assunzioni e invece ne assicura soltanto 14mila. E’ il dato più significativo del provvedimento che va sotto il nome di “Bonus giovani”, promosso dal Governo in carica.

Un fallimento che ha tutte le sembianze del tradimento, considerando che all’inizio del mandato, i 13.770 incentivi prenotati dalle aziende per assumere giovani tar i 18 e i 29 anni rappresentavano il cavallo di battaglia di Enrico Letta.

Dal canto suo, il Presidente del Consiglio si dice soddisfatto della “missione” affermando che: “Ad ottobre 14 mila giovani hanno trovato lavoro. 14mila. L’obiettivo finale dell’intero progetto, triennale, è di 100mila giovani occupati. E il fatto che al primo mese si sia arrivati già al 14% del totale è evidentemente un buon segnale.

Alla luce di ciò, non resta che continuare ad aspettare che il tempo gli dia ragione. Impresa ardua, se si volge lo sguardo oltre i confini nazionali…

In Cina, Indonesia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan ma soprattutto Stati Uniti e Germania, infatti, un armamentario di strumenti che vanno dagli investimenti pubblici alle politiche monetarie delle banche centrali (USA), all’“Abenomics”, ossia la robusta manovra d’investimenti statali nelle infrastrutture unita a una politica monetaria aggressiva (Giappone), passando per un investimento di 60miliardi di euro da investire sulla crescita (Germania), segnano il passo di una crescente economia del futuro.

…I nervi continuano a dare segnali di crollo.