09/30/13

L’estate di Papa Francesco ripresa “direttamente” da Tv2000. Per non dimenticare…





09/27/13

Napoli può rinascere dalle sue macerie …ma nel “modo giusto”

Ce la possiamo fare!

Ce la possiamo fare!

Amici, il capoluogo partenopeo può ritornare a splendere.

Finalmente, dopo anni d’indifferente lassismo, il Comune di Napoli dà la possibilità ai suoi cittadini migliori di riappropriarsi di quell’orgoglio che sembrava perduto, legato alla ricchezza architettonica che l’ha sempre contraddistinto nella storia, partendo dalla riqualificazione dei suoi monumenti più importanti: 27 opere pubbliche che, per la “messa a nuovo” necessitano di 3 milioni e 580 mila euro.

I monumenti in questione vanno dall’Arco di Trionfo Aragonese, al monumento a Diaz, passando per l’Arco di Trionfo Aragonese. Così, la Direzione Comunale chiede aiuto ai privati attraverso un bando di concorso (con data di scadenza fissata per il 25 novembre prossimo) indirizzato ad aziende produttrici di beni e servizi, associazioni, società e agenzie di intermediazione pubblicitaria. Una gara d’appalto la cui impresa vincitrice ne guadagnerebbe in termini d’immagine, esponendo il proprio marchio per l’intera durata dei lavori.

La ditta che offrirà le credenziali migliori per la vittoria del bando metterà la firma su un’azione che, esercitata nel “modo giusto”, apporrebbe un tassello determinante per la rinascita di una città dal potenziale equiparabile alle grandi d’Europa. La liberazione dalla decadenza e dalla sporcizia che oggi la invadono diventerebbe il preludio ad un processo di civilizzazione collettiva.

Ma il nostro pedigree ci insegna che il “modo giusto” non si manifesta nascondendo il pattume sotto il tappeto per liberare spazio pulito, né riparare un colosso di pietra allo scopo di renderlo più luminoso. Dinamiche del genere, infatti, non farebbero altro che riesumare gli spettri del passato (e del presente!) dove politici, politicanti e affaristi si sono impegnati per il proprio gretto tornaconto, imbonendo quella massa di popolazione che, di lì a poco, gli si è rivolta contro facendo collassare nuovamente il sistema.

Quello che, invece, i giovani chiedono alla propria città è un’autentica inversione di tendenza, capace di far breccia nelle coscienze di tutti…

L’iniziativa comunale descritta ci offre oggi un’occasione alla quale non è più consentito voltare le spalle, che bisogna afferrare con determinazione e fiducia. Tale operazione rappresenta un primo mattone per la costruzione di quel senso civico sostanziale alla crescita sana della nuova generazione. Una manovra “rivoluzionaria” osservata con lungimiranza, in una chiave culturale, formativa e occupazionale.

Non basta, dunque, incaricare delle persone per un progetto, per poi rispedirlo a casa con le stesse credenziali con cui si è presentato e con quale spicciolo in più in tasca. Occorre, invece, essere assai più ambiziosi: selezionare uno staff di giovani under 25 (i migliori di ogni singola facoltà dell’università di Napoli per esempio…) e canalizzarli in progetti concreti come stage, corsi di formazione, scuole specializzate, workshop presieduti da personalità autorevoli dei rispettivi settori, una scuola di giornalismo, più altre attività volte all’incremento dell’occupazione giovanile.

…Prima o poi le grandi opportunità si presentano, e quando lo fanno bisogna coglierle “nel modo giusto”.

Questa volta tocca a Napoli, e sta ai suoi giovani migliori dimostrare di saperlo fare.

09/23/13

Masturbazione in pubblico, in Svezia è legale. Noi soffriamo e loro si fanno le seghe

Effetti di una legge

Masturbarsi alla luce del sole, a patto che non fissiate nessuno per trarre ispirazione.

E’ il nuovo provvedimento approvato dal Governo di una delle nazioni più vivibili al mondo (e si vede anche!). Abolito, così, il reato che va sotto il nome di “atti osceni in luogo pubblico”.

La storia è curiosa. A giugno, in una spiaggia di Stoccolma, un uomo di 65 anni è stato bloccato dalla polizia mentre si masturbava liberamente sulla sabbia. Rinviato a giudizio, il goliardico sessantenne è stato salvato dalla corte: “Gesto non offensivo” è stato il responso dei giudici che hanno archiviato ogni accusa. 

Il pm Olof Vrethammar ha detto che la sentenza della corte ha un senso preciso e ha deciso di non ricorrere in appello perché la decisione è “ragionevole”. Adesso, ha spiegato il pubblico ministero, masturbarsi in pubblico è “okay” anche se il rischio è quello di incontrare una corte bacchettona che potrebbe rispolverare il vecchio e caro reato di “atti osceni”. 

Certo che da queste parti i problemi sono un tantino differenti dai nostri…

Noi soffriamo e loro si fanno le seghe.

09/20/13

“Out of work”: lo sfogo artistico di tre giovani laureati e disoccupati

L’attesa – F. Speranza

Amici, oggi parliamo di “Out of Work”, una collettiva di artisti italiani emergenti che raccontano, attraverso pittura, fotografia e illustrazione grafica, la piaga del nostro tempo: la disoccupazione giovanile. Non è stato difficile ricercare l’ispirazione per l’avvio del progetto, in quanto essa nasce da un malessere insito negli autori stessi che sono, infatti, dei ragazzi laureati e disoccupati.

Il percorso espositivo risalta la condizione occupazionale in cui versano i giovani in genere. Un vero strumento d’indagine della realtà che stiamo vivendo tra disoccupazione, precariato e assenza di prospettive. In tale compagine, le tre arti figurative offrono un importante spunto di riflessione per mantenere viva l’attenzione sul raccapricciante problema.

…Il serbatoio di buone idee dei giovani è pieno. Stiamo a vedere se qualcuno se ne accorge. 

09/14/13

Morta bimba di due anni per tracheotomia al policlinico Tor Vergata. “Non ci resta che sperare”

Ce ne fottiamo di tutti…

Amici, una manovra errata o forse un’imperizia nella scelta di un catetere avrebbero reciso una vena, provocando il collasso di un polmone, poi completamente invaso dal sangue. E’ l’ipotesi scabrosa fondata sui risultati dell’autopsia di Gloria, la bambina di 2 anni ricoverata al policlinico “Tor Vergata” per un trapianto di midollo, deceduta mercoledì scorso durante l’intervento.

La piccola, affetta da anemia falciforme, era arrivata a Roma con i genitori speranzosi del fatto che, usciti da quell’ospedale, anche la loro piccola avrebbe avuto un futuro…

Mentre procedono le quattro inchieste aperte sul caso dalla Procura di Roma, che conta almeno sette indagati, giunge da più fronti la necessità di ricostruire con minuzia i particolari della vicenda, per fare chiarezza sull’accaduto. In queste ore si fa sempre più largo l’ipotesi dell’errore “avverso” come si legge in una nota affissa in ospedale. Ipotesi corroborata dalle prime storie raccontate nei corridoi del reparto: “È in sala operatoria che bisogna cercare le responsabilità – racconta un testimone.  Il posizionamento del catetere venoso centrale è una procedura che si effettua in mezz’ora. La bambina, invece, è rimasta in sala operatoria 4 o 5 ore”.

La radiografia eseguita alla fine della procedura indicava già un’emorragia in corso: si sarebbe potuto intervenire tempestivamente, se solo fosse stata controllata.

E invece Gloria è stata rimandata in reparto, lasciando che la situazione precipitasse, irrimediabilmente…

…L’ennesimo agghiacciante episodio che mette a nudo la negligenza imperante nel settore sanitario italiano, che continua a destare sgomento. In tutti.

…E se capita a noi? “Non ci resta che sperare”.

09/13/13

Ilva: 7 stabilimenti sequestrati per disastro ambientale. La protesta dei 1400 operai buttati per strada

Ilva, il lavoro debilita l’uomo

Amici, Da ieri “Ilva Acciaio”, la mega acciaieria di proprietà della famiglia Riva, cessa tutte le attività nei suoi sette stabilimenti e in due società di servizi e trasporti, sospendendo dal lavoro circa 1.400 unità. 144 operai rispondono con assemblee permanenti e sit-in. Sullo sfondo, l’indagine per disastro ambientale da parte della Procura di Taranto, nell’ambito della quale il Gip ha coordinato il sequestro preventivo di 8,1 miliardi di euro.

Allo stato delle cose la Guardia di Finanza ha sequestrato 2,2 miliardi di proprietà dell’imprenditore tra beni mobili e immobili, titoli bancari e azioni di proprietà di 13 società collegate alla holding Riva Fiore.

Ad esprimersi sulla vicenda è il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato: “Stiamo vedendo se è tecnicamente possibile rivolgersi a tribunali civili per valutare se esiste un sequestro che non blocca i beni strumentali”.

Il ministro si chiede se abbia senso sequestrare i conti correnti con cui funzionano le aziende, considerato che, a detta sua, “Si tratta di aziende vive e non decotte e l’obiettivo è quello di tutelare i lavoratori e l’industria italiana”.

Su un altro versante Confindustria, nella voce del suo Presidente Giorgio Squinzi, invita a trovare delle soluzioni adottando buon senso: “1500 posti che si perdono nel Paese – afferma  - sono un altro colpo drammatico per 1.500 famiglie.

Quello dell’ambiente è un problema serio, come più volte riportato in post precedenti. Però l’inoccupazione, peraltro tempestiva, lo è alo stesso modo.

Che trovino una soluzione, adesso.

09/12/13

Attentato ‘No Tav’ contro titolare “Italcoge” …due ore prima era in Rai per sostenere la Torino-Lione

No tav Si morte

Amici, intorno alle 23 di ieri sera è stato ospite negli studi Rai per il programma d’approfondimento giornalistico “Virus”, in una puntata dedicata alla situazione in Val di Susa, nella quale si è schierato, come sempre, contro il movimento ‘No Tav’. Dopo due ore è stato dato alle fiamme un cassone contenente materiale plastico all’interno della cava dell’“Italcoge”, l’azienda di sua proprietà. Una sequenza di episodi tanto ravvicinata da non lasciare spazio ad ulteriori interpretazioni: l’imprenditore Ferdinando Lazzaro è stato vittima della più classica delle ritorsioni in perfetto stile mafioso.

La sua ditta stava lavorando al cantiere della Torino-Lione, la linea ferroviaria internazionale lunga 235 chilometri in corso di realizzazione, che favorirebbe con il collegamento veloce, il trasporto di persone e merci tra le due città. Un progetto intralciato dal movimento di protesta composto da gruppi di cittadini contrariati dal nocivo impatto ambientale e dalle ripercussioni che la Grande Opera avrebbe sulla salute dei residenti nell’area.

I responsabili dell’attentato hanno anche provato a incendiare le gomme di una pala meccanica, inutilizzata perché bruciata già lo scorso anno.

Sulla superficie del mezzo, spicca ora una scritta ‘No Tav’ che fa da balia a bossoli di lacrimogeni sparsi lungo il perimetro circostante. Un episodio, questo, che mette in luce le difficoltà che ancora ostacolano il completamento della ferrovia.

A chi dar ragione?…