07/29/13

BRIC: quale sarà il suo (e il nostro!) destino? Iniziamo col vedere…

BRIC’s Presidents

Amici, sempre più spesso siamo presi da vicende che ci riguardano da vicino, che interessano il nostro “habitat sociale”, che tocchiamo (o che abbiamo l’illusione di toccare) con mano. Oltre questi confini, però, c’è un mondo, che gira anche molto velocemente. Eventi che ci sembrano così lontani da noi, ma che invece ci chiamano in causa più di quanto crediamo. Dinamiche (macro) socio-economiche che decidono il nostro destino. Fatti, che parlano di noi…

Chi di voi sa a cosa ci riferiamo quando parliamo di BRIC? Ok, lo introduco io… BRIC sono il Brasile, Russia, India, Cina. I paesi che “condividerebbero” una situazione economica in via di sviluppo, un territorio immenso straripante di risorse naturali strategiche e caratterizzato (che mi ricordi dovrebbe ancora esserlo…) da una forte crescita del Pil e della quota nel commercio mondiale. A questi, di recente, si è aggiunto il Sudafrica, ma è un’altra storia…

Ebbene, fino a qualche anno fa molti predissero che la crescita dei BRIC sarebbe stata inarrestabile e che nel giro di qualche decennio li avrebbe portati a soppiantare Europa e Stati Uniti come principali economie del pianeta. Per circa dieci anni hanno avuto ragione e questi quattro paesi da soli hanno sostenuto circa il 75 per cento della crescita mondiale. Negli ultimi due anni, però, queste quattro perle hanno cominciato a rallentare…

Qualche dato su tutti: la Cina dovrà faticare per raggiungere il suo consueto 7,5 per cento di crescita (il che ancora non è allarmante). L’India ha evidentemente abbassato le sue stime sulla crescita, attestandosi al 5 per cento. Il Brasile ha subito la frenata più brusca e crescerà del 2,5 per cento. La Russia, infine, segue il Brasile.

Detto ciò, vi starete chiedendo: Quali gli effetti sulla nostra economia? Innanzitutto i paesi emergenti non metteranno più una “pezza a colori” alle nostre debolezze! …Ciò significa che negli anni a venire l’economia mondiale non crescerà più del 3 per cento l’anno (negli ultimi è quasi sempre stata poco sotto il 5%!).

Secondo l’Economist, però, non tutto è perduto. Già a partire da subito e ancora di più nei prossimi anni, ci sarà un numero maggiore di paesi emergenti con una crescita economica forte, anche se meno spettacolare di quella dei BRIC negli anni d’oro. La crescita sarà più distribuita, meno concentrata in gradi paesi e quindi, secondo il settimanale, più stabile. Ad esempio, le dieci più grandi economie emergenti, tra cui Thailandia e Indonesia, hanno un popolazione complessiva inferiore a quella della Cina. Inoltre, alcuni paesi sviluppati, in primis Gli States, torneranno in primo piano. Grazie al boom dello “shale gas”, infatti,  questi potrebbero presto avere una crescita economica maggiore rispetto ai più deboli tra i vecchi BRIC.

In altre parole, il grande rallentamento ha smentito le previsione secondo cui un pugno di paesi emergenti che per dieci anni hanno avuto una crescita incredibile sarebbero continuati a crescere in modo verticale, diventando in pochi decenni i principali motori economici del pianeta, sostituendo Europa e Stati Uniti. La crescita in futuro sarà più distribuita e subirà meno improvvise impennate.

Per concludere, questa situazione metterà i paesi emergenti di fronte a nuovi problemi. Il grande rallentamento ha dimostrato che la crescita per Brasile, Russia, India e Cina non è garantita. Oggi le loro classi dirigenti hanno il potere di favorirla o di farla rallentare. La Cina sembra essere il paese più pronto a fare le riforme necessarie, mentre la Russia, secondo l’Economist, è “una pigra cleptocrazia basata sull’esportazione di materie prime”. L’India, con una popolazione giovane e una demografia favorevole ha bisogno, come il Brasile, di ritrovare lo slancio riformista: oppure finirà con il deludere la classe media che ha recentemente manifestato tanto a Nuova Delhi quanto a San Paolo.

…Bisogna lottare per venirne a capo e la guerra si combatte soprattutto fuori dalla nostra sfera d’azione…

Iniziamo col vedere…

07/25/13

Gioco d’azzardo-droga: il cocktail più pericoloso. Giovani, i consumatori più accaniti

George Jung tramontato

Amici, oggi vorrei scrivere di una “relazione pericolosa” (che ho appena trattato per TV2000) che continua a prendere piede tra centinaia di migliaia di italiani…

Le stime sull’inquietante fenomeno, accertate dalla “Relazione annuale sull’uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze” del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, si riferiscono ad una fascia d’età compresa tra i 15 e i 19 anni e ad una più generale tra i 15 e i 64. In particolare, lo studio sull’anno in corso denuncia un utilizzo regolare di droghe tra il 35,2% degli studenti avvezzi al gioco.

Ma veniamo ai numeri: su una popolazione di circa 60 milioni di persone, il 54% ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Oscilla invece fra l’1,3 e il 3,8% la stima dei giocatori cosiddetti “problematici”, ossia quelli che giocano spesso ma che, pur non avendo ancora sviluppato una vera e propria dipendenza, rischiano di cadere nella rete. Infine, ci sono i patologici, o “giocatori dipendenti”, che si dividono tra lo 0,5 e il 2,2%.

Ad allarmare in particolar modo è la troppo agevole modalità attraverso cui i giovani si avvicinano al panno verde, rappresentata dal gioco online e pubblicizzato in maniera decisamente ignobile dallo Stato italiano.

07/23/13

“I giovani sono la pupilla dei nostri occhi”. Francesco è con noi

 

Francesco da spiaggia

Amici il tour per la GMG verdeoro è iniziata e Francesco si è dimostrato immediatamente all’altezza delle aspettative. Lo ha fatto con i gesti, quelli di ieri, rappresentati dal rifiuto della papamobile e della scorta, dalla valigietta personale piena delle sue scartoffie, dalla sobrietà con la quale si è imbattuto in questo viaggio… Ma soprattutto con le parole, quelle pronunciate oggi da Rio, colme di speranza, di ottimismo, di grinta, di prossimità, nei nostri confronti, nei confronti dei giovani di tutto il mondo. Parole che non si presentano come sterile emissione di suoni (meglio, di rumori) cui siamo abituati, ma come strumenti concreti, che si riferiscono alle cose della nostra vita, dal lavoro alla famiglia, passando per la gestione pubblica.

Di seguito vi propongo alcuni stralci del suo discorso…   

“La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione; trasmettergli valori duraturi; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti”. E poi: “I giovani sono la pupilla dei nostri occhi”…

…Se è così, bé allora noi abbiamo presentato la nostra realtà… Adesso sta a loro darci la mano.

Oggi, però, abbiamo un altro Giovane con noi…

07/18/13

Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Francesco: Elogio dell’uomo del cambiamento

GMG con Checco a Rio

Amici, siamo a – 4 giorni dalla partenza di Papa Francesco per Rio de Janeiro, la città che ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù.

Nel messaggio diretto a noi, Francesco esprime tutta la singolarità di un Papa che piace persino ad atei e agnostici. Un discorso che squarcia il muro della diffidenza che secoli di ‘Mala Chiesa’ hanno contribuito ad erigere: “Cari giovani, vi ho visto nella processione, quando entravate; vi immagino a fare festa intorno a Gesù, agitando i rami d’ulivo; vi immagino mentre gridate il suo nome ed esprimete la vostra gioia di essere con Lui! Voi avete una parte importante nella festa della fede! Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre: un cuore giovane, anche a settanta, ottant’anni! Cuore giovane! Con Cristo il cuore non invecchia mai! Però tutti noi lo sappiamo e voi lo sapete bene che il Re che seguiamo e che ci accompagna è molto speciale: è un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. Vi do appuntamento in quella grande città del Brasile! Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perché quell’Incontro sia un segno di fede per il mondo intero. I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù! Tre parole: gioia, croce, giovani”.

Ai gesti, Francesco fa seguire una comunicazione straordinaria, uguale solo a se stessa. Un modo di parlare diretto, capace di combinare sobrietà verbale con ricchezza del contenuto della fede. Un linguaggio percepito dalle masse in maniera immediata, perché diretto alla coscienza, in grado di stabilire una sintonia estremamente profonda con la gente. Un’attitudine a tracciare, nelle omelie quotidiane, il profilo essenziale del discepolo del Signore: “Se Dio ha pazienza con noi, allora compito dell’uomo è quello di camminare con Dio”. Francesco ricorda che non siamo soli: “Dio accompagna l’uomo e lo attira a sé”.

Siamo al cospetto di una trasformazione epocale nel modo di condurre la nostra esistenza. Continuiamo a contribuire a questa trasformazione. Anche se può apparire vano. A qualsiasi costo… 

07/15/13

“La felicità non è avere quello che si desidera, ma avere quello che si ha”. Oscar consiglia all’Italia

Oscar Wilde

Amici, nell’ultimo rapporto “Better Life Index” dell’Ocse (il nuovo indice per misurare il benessere dei singoli Stati) ci sono due dati che esortano ad una riflessione seria e trasversale…

Il primo: l’Italia, assieme al Giappone, è il secondo paese per aspettativa di vita dopo la Svizzera: 83 anni, contro una media Ocse di 80. In teoria, il fatto di vivere a lungo dovrebbe rendere più felici.

Di contro, però (ed è il secondo dato), nella classifica della soddisfazione dei suoi abitanti, il Belpaese è agli ultimi posti tra i Paesi Ocse: in 30esima posizione, dopo Messico, Cile, Spagna, Slovenia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Polonia.

Per chiarire meglio il concetto, vi propongo un esempio su tutti. Il Messico, che pure è agli ultimi posti in quasi tutti gli indicatori del “Better Life Index 2013″ (in particolare sicurezza, scuola, redditi, sicurezza del lavoro e senso di comunità), è al decimo posto nella speciale classifica della soddisfazione. Non male, considerando la moltitudine di motivazioni per le quali essere infelice.

Insomma, per quanto catastrofico si presenti il sistema scolastico nazionale, i messicani sembrano aver non solo studiato ma anche metabolizzato una delle massime di maggior successo di Oscar Wilde, che recita: “La felicità non è avere quello che si desidera, ma avere quello che si ha”.

Noi, a quanto pare, non l’abbiamo nemmeno letto.

…Iniziamo da subito.

07/11/13

Yamaguchi-gumi Shinpo: giornalismo dai contenuti “criminali”

Kumicho – Boss del “Yamaguchi Gumi”

Amici, che il nostro settore fosse in crisi era cosa ormai nota. Ma che gli stessero cambiando completamente i connotati, bé questo non lo davamo così per scontato…

Si perché se un tempo il giornalista era considerato (nonostante la sua singolarissima prerogativa di ‘cantastorie’) un portatore sano di cultura, oggi diventa divulgatore di fatti e storie di vita decisamente ‘insane’…

E’ il caso del Yamaguchi-gumi Shinpo, il magazine dello Yamaguchi-gumi, il più grande gruppo criminale della yakuza, la mafia giapponese. A metà fra house-organ e giornale d’informazione vero e proprio, è composto da otto pagine aperte da un editoriale scritto niente meno che dal “padrino” Kenichi Shinoda, 71 ann, 6° “kumicho” (boss) del cartello (nella foto), ricco di suggerimenti per i più giovani circa i valori e la disciplina da seguire con scrupolo per riuscire nel mondo della malavita organizzata. Il suo ultimo numero è stato distribuito (in “segretezza”) il 5 luglio, nel corso di un evento tenuto a Kobe, la città del Giappone centrale, sede quartiere generale dell’organizzazione. Altre peculiarità del periodico sono una newsletter con tanto di pagina dedicata alla poesia e una rubrica sulla pesca curata da anziani gangster.

E’ proprio vero, il mestiere di giornalista sta subendo una trasformazione radicale…

Ma dai contenuti “criminali”.  

07/8/13

‘Giovanicidio’: “Fate presto, prima che sia troppo tardi…”

‘Giovanicidio’

Amici, un giovane di 26 anni, M. C., si è sparato domenica mattina a Meda (Monza e Brianza). In una lettera, avrebbe chiesto scusa per aver deciso di farla finita: “Non ce la faccio più”, l’ultimo sfogo affidato a un biglietto, prima di puntarsi contro la pistola. Secondo le prime informazioni, M. C. non sopportava più di non riuscire a trovare un lavoro. Il particolare è emerso dai familiari, che lo vedevano da tempo molto preoccupato e depresso. La causa del suo profondo disagio sarebbe stata la difficile ricerca di un lavoro. Da diversi mesi, infatti, trovava solo lavoretti saltuari, ma non riusciva a tirare su uno stipendio decente. Precarie anche le condizioni di vita della famiglia: il padre faticava a trovare un impiego fisso, si accontentava di qualche giornata da manovale nel settore, sempre più in crisi, dell’edilizia. Un’esistenza modesta, nel bilocale al pianterreno di una palazzina di periferia, che avrebbe pesato sulle condizioni emotive del giovane.

I genitori, rientrando a casa intorno alle 11, si sono insospettiti: il ragazzo non si era ancora alzato, così hanno sfondato la porta della sua stanza e lo hanno trovato senza vita con accanto una pistola. Non è ancora chiaro come se la sia procurata, ma è probabile che meditasse il suicidio da tempo. Spesso, continuava a ripetere di “non riuscire a trovare niente” e di “non avere nemmeno i soldi per le sigarette”. I carabinieri, avvisati dai genitori, sono arrivati nell’abitazione in via Milano intorno alle 12: alla ricerca di tracce che possano spiegare le ragioni del suicidio e, soprattutto, come il giovane sia riuscito a procurarsi l’arma.

…E’ la nitida fotografia di ciò che risiede nella pancia dei giovani.

“Fate presto, prima che sia troppo tardi”…

Per qualcuno già lo è.

07/4/13

Norme sul lavoro per disabili: l’Italia si fa trovare impreparata…

Disoccupabili

Amici, l’Italia registra una nuova, cocente sconfitta. A subirla, questa volta, non è solo l’economia ma soprattutto la nostra moralità.

Nella fattispecie mi riferisco ai disabili italiani cui è stato appena sottratta la possibilità di entrare a far parte del mondo del lavoro. La firma a quest’ultimo colpo basso ce la mette la cattiva, cinica e disinteressata politica, responsabile di non aver presentato le giuste credenziali per l’iniziativa.    

La Corte di Giustizia Europea boccia, infatti, il ‘Belpaese’ stabilendo che “non ha applicato in modo completo i principi europei in materia di diritto al lavoro per le persone con handicap”. Essa invita, inoltre, Governo e Parlamento a porre rimedio al più presto a tale mancanza.

Dopo aver esaminato le varie misure adottate dall’Italia per l’inserimento professionale dei disabili la Corte conclude che tali misure, anche se valutate nel loro complesso, non impongono a tutti i datori di lavoro l’adozione di provvedimenti efficaci e pratici, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, a favore di tutti i disabili, che riguardino i diversi aspetti delle condizioni di lavoro e consentano loro di accedere a un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o di ricevere una formazione.

…“Il lavoro nobilita l’uomo”? A quanto pare non tutti gli uomini…

Vergogna.