06/26/13

Approvato dl sull’assunzione dei giovani. Aspettando il cambiamento ‘epocale’…

Pronti a spiccare il volo

…Pronti a spiccare il volo

Amici, finalmente una buona notizie, o almeno così sembra…

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge dedicato all’assunzione dei giovani. Esso prevede “in via sperimentale” (e attenzione qui…) incentivi all’assunzione stabile di giovani tra i 18 ed i 29 anni. L’Esecutivo ha così disposto 794 milioni di euro per la stabilizzazione degli under 30. Inoltre, come previsto, le risorse andranno per lo più alle Regioni del Sud nelle quali la piaga della disoccupazione giovanile stenta a rimarginarsi. Confermato il tetto di 650 euro al mese: gli sgravi saranno di 18 mesi per le nuove assunzioni e di 12 per le trasformazioni con contratto a tempo indeterminato.

Bé, fin qui tutto sembra andare per il verso giusto. Adesso c’è da riscontrare nel concreto quanto istituito… Ci hanno abituati a uno scetticismo latente ma stavolta proviamo ad avere fiducia…

Aspettando il cambiamento ‘epocale’.

06/24/13

3 pilastri contro la disoccupazione giovanile, ma il Governo continua a rimandare…

L’occupazione giovanile è solo un gioco

Amici, a quanto pare il capitolo dedicato a noi continua ad essere rimandato, ridiscusso, accantonato… L’occupazione giovanile necessita di 1 miliardo di euro. Allo stato delle cose siamo appesi ai benedetti fondi europei che potrebbero (come non potrebbero!) arrivare entro la fine dell’anno (significa altri 6 mesi!). “Mercoledì in Consiglio dei ministri – ha annunciato ieri il presidente del Consiglio, Enrico Letta – il governo varerà un piano nazionale per l’occupazione giovanile, con un’attenzione particolare per il Sud, ma che riguarderà tutta Italia”.

Andiamo a vedere nello specifico i tre pilastri del pacchetto lavoro indicati da Letta per fronteggiare la piaga della nostra disoccupazione…

Il primo è quello normativo, con la revisione della legge Fornero sul lavoro a tempo determinato. L’obiettivo è quello di ridurre la pausa obbligatoria prevista dalla legge tra un contratto e l’altro. Per almeno due anni, e comunque fino all’Expo 2015, il periodo che deve intercorrere tra un’assunzione e l’altra potrebbe essere ridotto a 10-20 giorni.

Il secondo pilastro riguarda le risorse economiche da mettere in campo. Per ora sul piatto (ma solo sul piatto) c’è 1 miliardo di euro, gran parte dei quali viene dalla riprogrammazione di fondi europei destinati alle regioni del Mezzogiorno e che rischiano di non essere spesi in tempo utile per lo scopo per il quale sono stati stanziati. Si tratta di fondi destinati alle regioni del Sud, lì dove è concentrato il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo strumento sarà ancora una volta il credito d’imposta per le assunzioni a tempo indeterminato, solo per i nuovi assunti.

L’ultimo pilastro si riferisce alla riforma che ‘potenzierebbe’ i servizi per l’impiego. “Se il collocamento in Germania funziona molto meglio che in Italia – sostiene il ministro  del Lavoro Giovannini – è perché la Germania spende ogni anno 5 miliardi di euro per i servizi all’impiego, mentre la spesa italiana è pari a un decimo, circa 500 milioni”. Le risorse necessarie e quelle aggiuntive per gli sgravi fiscali, potrebbero (ma non è affatto detto che lo siano!) venire dalla Ue. Al Consiglio Europeo di giovedì Letta chiederà di accelerare i programmi di spesa, puntando ad ottenere per l’Italia almeno altri 500 milioni di euro.

Staremo a vedere. Nel frattempo, restiamo disoccupati!

06/21/13

Piano nazionale per i giovani: un miraggio

Miraggio del lavoro

Amici, mi riallaccio al post precedente che non ho nemmeno finito di scrivere…

“Il piano nazionale per giovani sarà finanziato con risorse proprie, senza assolutamente sforare gli impegni di bilancio che ci siamo presi” con l’Europa. Lo ha detto il premier Enrico Letta, sottolineando che le misure saranno varate da un Cdm la prossima settimana e prima del Vertice Ue.

C.v.d. …Un miraggio.

06/19/13

Ttip: l’accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti. Miraggio o nuova era?

Ttip

Amici, tra i temi che si discuteranno nell’ambito del G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord, quello che mi sta più a cuore riguarda certamente il Ttip – Transatlantic Trade and Investment Partnership. Il negoziato per l’accordo di libero scambio commerciale tra Europa e Stati Uniti, che frutterebbe all’Europa 119 miliardi di euro, una crescita del Prodotto Interno Lordo dello 0,5% all’anno e 30 milioni di posti di lavoro per entrambe le sponde dell’Atlantico. La partnership comprende anche (e soprattutto!) la lotta alla disoccupazione, in particolare quella giovanile, proposta dal nostro Presidente del Consiglio Enrico Letta (da lui definita “rampa di lancio”). Il successo di questo accordo darebbe vita alla più grande area economica del mondo.

Bé, l’entità di una simile manovra non necessita di commenti supplementari. Stiamo parlando del Vecchio e Nuovo Continente che si uniscono per rilanciare il futuro del mondo, iniziando dalle nuove generazioni, passando per la produttività e giungendo alla rinascita sociale.

Un miraggio o nuova era?

Aspettare per credere… 

06/17/13

Conti pubblici. La grande ipocrisia

Coperta ‘accorciata’

Amici, negli ultimi anni in Italia, sul tema della quadratura dei conti pubblici sentiamo parlare di una coperta che, da qualsiasi lato la si tiri, risulta sempre corta… Il solito ritornello che poteva andar bene per gli anni passati, ma nel pieno di una crisi economica (e di conseguenza sociale) come quella che stiamo vivendo, proprio non attacca. Perciò, togliamoci la maschera e andiamo a vedere a cosa ‘dobbiamo’ rinunciare e a cosa, invece, non ‘dobbiamo’ rinunciare…

Fonti autorevoli ci suggeriscono che ogni anno lo Stato spende 350 miliardi di euro, al netto delle pensioni. Possibile che non si trovi qualche miliardo per coprire Iva e Imu? Dicono di no… Quando però si tratta di accogliere le richieste dei partiti di coprire “nuove spese”, il problema non sussiste e lo si fa attraverso le tasse più improbabili, quelle sulle sigarette, gli alcolici, i giochi e via dicendo. In questo modo il Governo (“di Larghe Intese”) perde una nuova occasione di fare chiarezza sugli sprechi della spesa pubblica.

Un discorso analogo merita il capitolo entrate. Sappiamo che ogni anno ci sono almeno 120-150 miliardi di euro di tasse evase. Possibile che non si riesca a recuperarne qualcuno in più di quanto fatto fino ad oggi? Il CorrierEconomia spiega che ci sono 129 banche dati che se fossero incrociate tra loro permetterebbero una lotta più efficace all’evasione. Ad oggi non si va oltre 10-12 miliardi di maggiori entrate da lotta all’evasione.

Le risorse non si VOGLIONO trovare…

06/13/13

Elezioni Presidenziali in Iran: silenzio della stampa internazionale

Prigione a cielo aperto, in Iran…

Amici, soltanto fino a qualche mese fa temevamo lo scoppio di una terza guerra mondiale causata dagli attriti oggi più che mai esistenti tra Stati Uniti e Iran. E’ vero che negli ultimi tempi ci sono stati eventi meritevoli di notiziabilità come gli scontri di Istambul, gli attentati e le elezioni varie… Tuttavia considero perverso il tentativo (riuscito) di mettere una mano davanti agli occhi del mondo rispetto a una minaccia militare latente e ad una questione politico-sociale aberrante.

L’esempio più clamoroso lo abbiamo oggi, vigilia delle Elezioni Presidenziali. Vale a dire che in una manciata di ore verrà decretato il futuro del regime teocratico per i prossimi anni! Di fronte a questa notizia, come si pongono le grandi testate? Parliamo delle nostre. Basta constatare che il Corriere della Sera ha dedicato all’evento una ventina di righe, nella pagina degli esteri di oggi.

Per farvi un’idea della questione vi propongo una sintesi della notizia…

Domani verrà eletto il successore del presidente Mahmud Ahmadinejad giunto alla fine del suo secondo mandato, non più rinnovabile. Con la gestione del dossier nucleare nelle mani della Guida suprema Ali Khamenei, il compito del futuro presidente iraniano sarà soprattutto quello di intervenire su un’economia disastrata dagli effetti delle sanzioni e da grossi squilibri interni, oltre che sulla gestione di una società solo in minima parte allineata ai principi morali dell’Islam sciita. Tra i candidati in lizza ci sono almeno quattro esponenti conservatori, considerati vicini all’ayatollah Khamenei. Il negoziatore per il nucleare Said Jalili, 47 anni, è il rappresentante diretto di Khamenei nei negoziati per il nucleare iraniano. Mohammad Baqer Qalibaf, 51 anni, ex capo della polizia, è sindaco di Teheran da otto anni. Ali AkbarVelayati, 67 anni, per sedici anni ha ricoperto la carica di ministro degli Esteri prima di divenire consigliere per gli affari esteri di Khamenei. In ultimo, l’indipendente Mohsen Rezai, 58 anni, ex comandante dei Guardiani della rivoluzione (pasdaran) e segretario del potente Consiglio del discernimento.

Da segnalare è l’esclusione della candidatura da parte del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, massimo organo consultivo della Repubblica islamica, dell’ex presidente Rafsanjani, temuto dai conservatori per il possibile sostegno a movimenti di opposizione. E’ stato escluso dalla competizione elettorale ufficiosamente per motivi di età ma, secondo indiscrezioni di stampa, per evitare una sua sicura vittoria.

In buona sostanza, qualsiasi candidato si insedierà, il futuro del popolo iraniano è già stato deciso a tavolino attraverso un’“imposizione religiosa”.

Per i prossimi anni i cittadini iraniani vivranno nella stessa prigione a cielo aperto che hanno abitato praticamente da sempre.

Tutto sotto lo sguardo vigliacco delle superpotenze mondiali che sanno, ma preferiscono non vedere e, soprattutto, non divulgare…

P.s.

…In compenso, però, sappiamo che anche il calciatore Messi evade il fisco!

…Voglia di piangere.

06/11/13

Cibo: fame e sprechi. Iniziamo a vedere…

Guardami!

Amici, come di consueto, nell’analisi delle notizie resto colpito negativamente da quelle che non “ci sbattono in faccia a tutti i costi”, come le scaramucce tra i vari ‘divi’ politici, le gossippate dall’universo calcistico o i numeri marco e microeconomici, la cui fedeltà resta inequivocabilmente in discussione. Alla mia mente balzano invece quelle dei ‘titoli di coda’, che troviamo in penultima pagina, alle quali i pilastri del giornalismo internazionale dedicano dieci righe al massimo ma che illuminano il sentiero tortuoso della vita delle future generazioni. Mi riferisco, ad esempio, alla percentuale di fame e malnutrizione infantile e no, causata dai nostri sprechi…

Noi. Ogni giorno, in occidente, un cittadino spreca una quantità di cibo pari a 2.054 chilocalorie, quanto basta a sfamare una persona. Oltre a produrre rifiuti inquinanti, disperde risorse preziose come acqua, terra, petrolio ed energia impiegati per produrre il cibo. “Barilla Center for Food and Nutrition” ci suggerisce che in Italia gli sprechi agroalimentari emettono circa 4 MILIONI DI TONNELLATE di CO2, energia sufficiente ad alimentare i consumi energetici dell’intera popolazione in un anno. 1 MILIARDO e 400 MILIONI di persone sono obese, abusano di cibo, lo gettano via per l’abbondanza, lo maltrattano.

Gli altri. 2 MILIARDI di persone soffrono per malnutrizione e assenza di cibo. Quasi 900 MILA patiscono letteralmente la fame.

…Non cambierà mai nulla finché non elimineremo questa distinzione ‘Noi – gli altri’ dettata esclusivamente dalla nostra indisponibilità a vedere…

06/4/13

Obiezioni sterili. L’Ilo contro la “staffetta generazionale”

No al “patto generazionale”

Amici, credo che ognuno abbia il diritto di esprimere il proprio libero pensiero su tutto e manifestare dissenso quando crede. Ciò che proprio non tollero è l’assenza di alternative credibili. Voglio dire, non posso stigmatizzare su una proposta senza presentare la mia ricetta…

E’ ciò che ha appena fatto l’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) in una scheda sull’Italia in occasione della presentazione del ‘Rapporto sul lavoro nel mondo 2013’: “I lavoratori giovani non devono prendere il posto di quelli più anziani nel mercato del lavoro ed il governo dovrebbe individuare altri mezzi a sostegno dell’occupazione giovanile”. E ancora: “L’Italia deve monitorare le forme atipiche di occupazione. Sarebbero necessari maggiori sforzi per incentivare la trasformazione dei contratti a tempo determinato in posti di lavoro fisso”.

…Perché? Quali sarebbero questi mezzi alternativi al sostegno dell’occupazione delle nuove generazioni?…

Tutto tace…