05/23/13

“Regressione sociale”: il 28% dei giovani italiani vive ancora con i genitori

“Brunettone”

Amici, in genere considero “meta-realtà” ciò che apprendo dai giornali, una realtà per così dire un po’ distante da quella vera, contro cui ci scontriamo ogni giorno. La notizia (drammatica a mio avviso!), letta stamane durante la mia consueta rassegna stampa, non fa eccezione, riferendosi alla percentuale di 40enni ancora soggetti alla paghetta dei genitori. Il “Corriere della Sera” parla, inoltre, di un 28% di uomini e donne tra i 35 e i 40 anni costretto a vivere con mamma e papà.

La situazione peggiora se si fa riferimento ai “giovanissimi”, perché qui ad usufruire della paghetta è il 43% dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni e l’89% di quelli compresi tra i 18 e i 24. Ancora, l’”aiutino” assume una continuità (anacronistica!) per più di un giovane su 4: il 27%, anche disponendo di un lavoro retribuito, non riesce farne a meno.

Ecco, alla luce di quanto vivo quotidianamente, considero tali numeri sottostimati. Il problema è assai più invasivo di quanto si creda o, in questo caso, legga… Almeno la metà delle persone che capita di incontrare nel corso della settimana convive con quest’aberrante condizione da cui, almeno fino ad una decina d’anni fa, il resto d’Europa era esclusa. Comunque, pur attenendoci alle cifre offerte dal più prestigioso quotidiano nazionale, il problema non solo resta drammatico ma porta con sè tante altre complicazioni di svariata natura; economica, tanto per dirne una…

Rialziamoci adesso, prima che gli effetti di questa situazione diventino irreversibili.    

05/17/13

Noi aspettiamo, loro agiscono. L’esempio americano…

“I want you” – Zio Sam

Amici, questa mattina sfogliando ritualmente le pagine del “Corriere della Sera”, sono stato catturato da un concetto, presente nell’articolo d’opinione della rubrica “Visti da lontano” di Massimo Gaggi, che si riferisce al dono dell’azione (se di dono possiamo parlare) rispetto a quello dell’inazione (che, ahimé, ci connota da sempre).

Il pezzo racconta la crescita dell’economia statunitense e la consequenziale riduzione del deficit pubblico a dispetto della crisi incalzante: “Economia in ripresa, sia pure debole. Disoccupazione in calo, anche se resta molto alta, almeno per gli USA. Borsa che brucia un record dopo l’altro. Mercato immobiliare in recupero, nonostante le molte case abbandonate dopo la crisi dei mutui “subprime”. Vista dall’Europa in recessione, l’America sembra, come al solito, un altro mondo. Nessun miracolo, sia chiaro: un po’ di coraggio e un po’ di fortuna…”.

…Siamo felici per loro e per i numeri che riescono a registrare, ma qui mi preme riflettere su un aspetto assai più importante, che trascende percentuali o bilanci. Sto parlando della ripartenza, quel colpo di reni che (tutti) gli americani si sono dati nel momento in cui hanno toccato il fondo…

Le principali banche sono fallite ed altre si sono ritrovate con un piede nella fossa. Il mercato immobiliare è crollato come un castello di carta. Quello occupazionale e tradizionale ha subito una flessione raccapricciante. La crisi economica ha eguagliato (se non sorpassato) quella del ’29. Eppure l’uomo a stelle e strisce si è rimboccato le maniche e, mattone dopo mattone, ha ricorstruito la sua vita. Iniziando ‘dal basso’, lavorando, facendo girare nuovamente l’economia, riequilibrando i conti e, alla fine, tornando a crescere.

Noi invece? Stiamo ancora qui, sperando nel miracolo. Che una riforma economo-finanziaria possa restituirci il ventennio del “Miracolo economico italiano”… Ma è solo utopia ciò che attendiamo, senza peraltro esserne troppo convinti. Questa “placenta sociale” è troppo dolce per rinunciarvi. La tentazione alla rassegnazione è troppo forte per cercare di scuoterla. Reagire, comporterebbe uno sforzo sovradimensionato rispetto alla tenuta della nostra serenità.

Riconoscere tali manchevolezze è un atto di coraggio. Cercare di porvi rimedio, cosa nobile… 

Gli americani hanno iniziato a farlo, il nostro potenziale ci suggerisce di seguirli… Ascoltiamolo, se non vogliamo sentire che sapore ha il terreno umido.

 

05/15/13

Don Luigi Merola, il prete giovane che sostiene i giovani. Con le azioni…

Amici, come sapete sono un convinto sostenitore del libero pensiero, estraneo dunque a logiche clericali o, in qualche modo, ‘sovrastrutturate’. Però bisogna riconoscere che, seppur di rado, la storia ci mette di fronte  personaggi che, nonostante appartengano ad una determinata categoria, rompono gli schemi facendo breccia nelle coscienze di tutti.

E’ il caso di Don Luigi Merola, il parroco giovane che dedica, da 17 anni, la propria vita ai bambini attraverso la Fondazione Onlus: “A voce d”e creature”. Si tratta dell’ex villa del boss Bambù, successivamente confiscatagli, una struttura ubicata nel quartiere Arenaccia di Napoli che persegue l’obiettivo di togliere i bambini dalla strada attraverso attività di promozione umana e sociale sul territorio. 

Nel video, il suo recente intervento sulle conseguenze di droga e alcol per le nuove generazioni, dedicato ai ragazzi del Coni di Formia…  

All’incontro ero presente e vi dico la verità, mi è venuta voglia di tornare ad avere fiducia nel prossimo. Se il prossimo è questo…

05/9/13

Giovani: “Staffetta generazionale? Ci piace!”

Staffetta generazionale

Amici, non vorrei “cantar vittoria” troppo in fretta ma la partenza di questo nuovo Governo genera in me sensazioni positive. Il fatto che il neo Presidente del Consiglio appaia (ci auguriamo che lo sia davvero!) determinato a puntare la sua azione governativa sull’occupazione giovanile, sortisce nei nostri cuori un effetto così piacevolmente destabilizzante da ricordare quasi l’innamoramento post-adolescenziale…

Dal giorno del fatidico discorso presidenziale d’apertura il cielo è diventato terso, l’atmosfera nitida, l’aria respirabile… Nel profondo delle nostre coscienze si è riaccesa la speranza, come una centrale ad energia solare… Abbiamo di nuovo fiducia, siamo ancora in corsa, restiamo vivi.

Non sappiamo se tutto questo si rivelerà l’ennesima boutade. Non importa, vogliamo crederci.

Nello specifico, un provvedimento sembra creare uno spiraglio concreto a tante belle parole proferite: la “staffetta generazionale”… 

Ideato da Enrico Letta è stato presentato da Giorgio Santini, ex segretario aggiunto Cisl ora senatore del Pd. La formula è semplice: Entro cinque anni dalla pensione, un lavoratore anziano è tenuto ad accettare il contratto part time e uno stipendio inferiore, ma essendo impegnato meno ore rispetto a prima. Nel frattempo, la sua azienda assume un giovane a tempo indeterminato.

Pur stando in ufficio per meno tempo, il lavoratore non intaccherebbe la pensione futura: i suoi contributi sarebbero comunque pieni con la differenza pagata dallo Stato. L’anziano potrebbe poi chiedere un anticipo dell’assegno pensionistico, che nell’immediato limiterebbe il taglio dello stipendio, ma sarebbe poi scalato al momento della pensione vera e propria. Inoltre, potrebbe svolgere il ruolo di tutor della persona al di sotto dei 35 anni che l’azienda dovrebbe assumere in cambio.

Dal canto loro le imprese guardano il progetto con fiducia, in quanto avrebbero più dipendenti e risparmierebbero sul costo del lavoro. Anche la domanda interna potrebbe risentirne positivamente.

Tutto questo, naturalmente, ha un costo. Per pagare la differenza di contributi il disegno di legge mette sul piatto mezzo miliardo di euro l’anno. Basterebbero per 50 mila part time, portando quindi a 50 mila assunzioni.

…Ci piace!

05/7/13

Morto Giulio Andreotti. I suoi più celebri aforismi, per riflettere…

Il giovane Giulio Andreotti

Amici, sulla morte di Giulio Andreotti è stato già scritto di tutto. Del personaggio controverso da un lato e del centro di potere dall’altro. Un uomo fenomenale, nel bene ma anche nel male…

Perciò oggi, desidero esortare tutti a una riflessione costruttiva sull’eccentrica figura in questione… In maniera trasversale, come facciamo sempre… Attraverso, quindi, ciò che maggiormente l’ha caratterizzata nel corso dei suoi 50 di carriera: i suoi aforismi. Per cercare di trarne una lezione.

Interpretiamoli insieme…

“Il potere logora chi non ce l’ha”

“A parte le guerre puniche mi viene attribuito veramente di tutto”

“L’umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi”

“Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due”

“Aveva spiccato il senso della famiglia. Infatti ne aveva due ed oltre”

“I pazzi si distinguono in due tipi: quelli che credono di essere Napoleone e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato”

“I miei amici che facevano sport sono morti da tempo”

“Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”

“Essendo noi uomini medi, le vie di mezzo sono, per noi, le più congeniali”

“La cattiveria dei buoni è pericolosissima”

“A pensar male degli altri si fa peccato. Ma spesso ci si indovina”

“Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia”

“So di essere di media statura ma…. non vedo giganti intorno a me”

“I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro”

“Non sono pronto. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto so che nell’aldilà non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli né della mafia. Di altre cose sì. Ma su questo ho le carte in regola”

La storia aiuta a comprendere l’attualità e, da ieri, ciò è ancor più vero.

Approfittiamone per capire…

05/6/13

I 3 provvedimenti destinati all’occupazione giovanile, indicati da Letta a “Che tempo che fa”

Amici, finalmente ieri sera ho sentito qualcosa di interessante per noi… La notizia è giunta dell’attuale Presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”. Il Premier ha enunciato i 3 provvedimenti urgenti da attuare per i giovani!

Di seguito li riporto ed illustro, con l’auspicio che le parole diventino al più presto in fatti:

“Abbassare le tasse sul lavoro per i neo assunti è la mia ossessione e per questo mi batterò in Europa e in Italia”.

“Si può anticipare il piano europeo previsto per l’anno prossimo”.

“Altro tema è questo della staffetta generazionale, vediamo se si cera un meccanismo per cui invece di andare seccamente in pensione si prevede una uscita graduale accompagnato da un ingresso graduale per chi entra nel mercato del lavoro”.

Buona visione a voi…

05/2/13

Una “Manna dal nostro tetto”. Storia di un’imprenditrice giovane

“Manna dal nostro tetto”

Amici, ogni tanto si sentono storie positive, di giovani che trascendono, fantasticando all’inizio, poi riflettendo e alla fine inventano nuovi mestieri o approcciando in maniera diversa, trasversale a quelli già esistenti. Sfatando tanti luoghi comuni, invertendo la rotta, evadendo da quella gabbia di conformismo costruita a posta per noi, per controllarci, per dominarci dall’alto…

E’ il caso di Federica Marra, una giovane che nell’università italiana ha trascorso tre anni, alla facoltà di mediazione linguistica e culturale. Da lì si è trasferita a Leiden, in Olanda. Ha scelto la piccola città a trenta chilometri da Amsterdam per completare gli studi e scrivere la tesi. E’ stata un anno in Giappone e lì è ha trovato l’idea che l’ha portata a concepire il progetto premiato: un ostello con l’orto sul terrazzo, un progetto che mette insieme sostenibilità, educazione al consumo di cibo consapevole e occupazione giovanile. “Mi è capitato di leggere tanti articoli in cui si diceva che l’agricoltura ha bisogno di nuove persone e i giovani hanno bisogno di lavoro. Oggi l’agricoltura è un settore pieno di risorse, legato alla produzione e all’utilizzo consapevole del cibo. È un campo dove vedo un futuro, io lo farei, andrei a coltivare la terra, anche domani”.

Il più grande regalo che le ha fatto l’Italia è il premio vinto lo scorso novembre al concorso YES! Young Earth Solutions, creato dal Barilla Center for Food and Nutrition. Il suo progetto, intitolato “Manna dal nostro tetto”, prevede la creazione di spazi urbani dove i giovani partecipano attivamente alla coltivazione, conservazione, preparazione di prodotti alimentari locali da vendere poi nei mercati cittadini o sul web. L’idea di questi ostelli con l’orto sul tetto Federica Marra l’ha presa dalla sua esperienza quotidiana.

“Ero all’università con i miei amici e colleghi, tutti disperati perché studiavamo cose astratte e teorie accademiche che non sapevamo a cosa ci sarebbero servite dopo la laurea. Ci siamo detti: “Se non ci va bene andiamo a coltivare la terra”. E così è stato…

Una buona novella dal nostro pianeta…

05/1/13

Digitalizzazione dell’Esercito costerà 22 miliardi di euro, 600mila euro per soldato!

Il direttore de “l’Espresso”, Bruno Manfellotto a “Ballarò”

Amici, è ormai noto che i talk show raccontino solo in parte la realtà che viviamo ogni giorno, perché la gran parte del tempo a loro disposizione ‘deve’ essere dedicato alla propaganda politica.

Ieri sera, però, durante le ultime fasi della puntata di “Ballarò”, il direttore de “l’Espresso”, Bruno Manfellotto, ha riportato una notizia sconcertante, che definirei quasi incredibile: il Governo italiano sta pre approvare un provvedimento sulla digitalizzazione dell’Esercito che costerà  22 miliardi di euro, pari a 600mila euro per soldato. Avete capito bene, 600 mila euro per ogni singolo soldato!

E poi dicono che non ci sono soldi per ristabilire il Paese…

Ho voglia di fuggire.