02/27/13

Parlamento più giovane della storia della Repubblica italiana. Credete che basti?…

Amici, sono 24 ore che cerco con minuzia possibili aspetti positivi nell’ambito di questa tornata elettorale… Stamane, finalmente, un sorriso mi si è stampato sul viso alla notizia che avremo il Parlamento più giovane della storia d’Italia…

…Nemmeno pochi minuti, però, e quel sorriso si è tramutato in un cipiglio. A generarlo è stata la visione, dalla rete, di alcune delle interviste realizzate ai “danni” dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che mi ha indotto a riflettere sull’importanza della capacità nella vita in generale e in quella pubblica in particolare. La capacità. …Sostenuta dalla cultura, dal linguaggio, dall’informazione, dalla curiosità, dalla quale non è possibile prescindere se si esercita un ruolo di prestigio e, a maggior ragione, se si gode di una posizione di rilievo pubblico. Il favore dell’aspetto anagrafico non è sufficiente (altrimenti saremmo tutti uguali agli occhi della società!). Obiettivo Giovani per primo trova in quest’aspetto la sua ragion d’essere ma è scritto tra le righe che per ambire a un presente/futuro migliore di quello che ci hanno lasciato è necessario prepararsi, essere competitivi (tenete a mente questa parola, tra poco vi servirà come termine di paragone…).

Prima di mostrarvi l’intervista che a mio parere può essere considerata come prova provata di quanto appena scritto vi sottopongo alcuni dati…

Il nuovo emiciclo ospiterà parlamentari la cui età sarà di 48 anni. I deputati avranno una in media 45 anni e i senatori 53. Un consistente ringiovanimento rispetto alla scorsa legislatura in cui l’età media dei deputati era di 54 anni (9 anni di differenza) mentre quella dei senatori di 57 anni (4 anni di differenza). Il gruppo parlamentare con l’età media più bassa è di gran lunga il Movimento 5 Stelle, con 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), davanti a Lega Nord con 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al Partito Democratico (Pd) con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sinistra ecologia e libertà (Sel) con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), al raggruppamento Lista Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Popolo della Libertà (Pdl) con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato). Tra i partiti maggiori il più alto numero di donne si trova nelle liste del Pd, con il 41%, che precede Movimento Cinque Stelle al 38%, Pdl e Lista Monti-Udc entrambi al 22%, Sel al 20%, Lega Nord al 14% e Pdl, con il 25,8%. Il candidato più anziano, Sergio Zavoli (89 anni) è stato eletto nelle liste del Pd al Senato in Campania. Ed è una donna anche la più giovane candidata al Parlamento: Marta Grande 25 anni, che ha conquistato un posto alla Camera sotto le insegne del Movimento Cinque Stelle nel Lazio. Proprio quest’ultima è la protagonista del nostro video (e messaggio) di oggi…

Dopo 4′ e 33”, avete capito qualcosa di quello che hanno in mente i grillini? Qual è il programma? E le prime proposte da mettere in campo? (…Competitivi… già dimenticato vero?).

Come sempre, le immagini parlano da sè. All’Obiettivo è impossibile mentire… 

02/26/13

Chi ha vinto le elezioni? Chiediamoci piuttosto chi ha perso… Noi.

Le 3 icone dell’ingovernabilità italiana

Amici, a quest’ora abbiamo già letto, seguito, commentato di tutto e abbiamo le idee molto chiare del responso che è venuto fuori da questa tornata elettorale. Di conseguenza conosciamo bene tra chi e in che modo verranno suddivisi i seggi in Parlamento. Perciò, intendo porre un accento particolare sull’unica questione che mi sta a cuore e che credo interessi voi tutti: i prossimi 5 anni della nostra vita in Italia.

Allo stato delle cose il Paese è ingovernabile (e non si tratta di un eufemismo espresso in “politichese”), spaccato in tre parti (se non in quattro!), dove l’unica prospettiva praticabile da un punto di vista tecnico è una Grossa Coalizione (inattuabile in Italia). Beninteso, risulta pleonastico soffermarci sulle cause di questo nefasto epilogo (Porcellum ecc.), ma sta di fatto che abbiamo di fronte tre forze diverse con nessun punto in comune tra loro, che nutrono un odio viscerale e vicendevole e che non vedono l’ora di avanzare proposte che finiranno per risultare semplicemente contraddittorie. Per comprendere meglio la situazione, immaginiamo una stanza buia nella quale sono rinchiusi tre bambini che hanno appena fatto a botte…

Ciò chiarito, non resta che considerare il bicchiere mezzo pieno e iniziare a ragionare sui possibili “rimedi”. Anche qui, però, riscontriamo delle difficoltà perché, se non utopia, risulta davvero ambizioso pensare che i tre schieramenti possano trovare un accordo sui rispettivi programmi politici, così come avviene in Germania (Grossa Coalizione).

La strada delle elezioni anticipate di qui a sei mesi/un anno non appare percorribile in quanto sortirebbe un risultato pressoché simile, salvo approvazione di una nuova legge elettorale con sistema maggioritario e sostituzione dei leader in testa (Renzi al posto di Bersani tanto per dirne una…). …E non è detto che l’esito sarebbe molto differente.

In conclusione, sembrava difficile, ma dopo decenni di “Mala”-politica siamo riusciti a peggiorare la nostra condizione di vita, perendo sotto i colpi di in un una “rete” di conflitti intrecciati.

In queste ore non si fa altro che parlare di chi vince queste elezioni, di percentuali, di numeri, di schieramenti che si contenderanno l’emiciclo. Chiediamoci piuttosto chi perde… Noi.

02/25/13

Affluenza alle urne in calo. E’ il “voto di rassegnazione”

“Voto di rassegnazione”

Amici, a volte capita di rincorrere strenuamente un obiettivo che ci sembra lontanissimo, ma non ci rendiamo conto che è più vicino di quanto pensiamo. A volte nella vita, le risposte più incisive si celano dietro i silenzi, le parole non scritte, la sconfitta (seppur non ancora definitiva) del nostro “avversario”, che si traduce in una prima vittoria…

Credo che la vera notizia di oggi riguardi il dato che (storicamente) continua a consumarsi come la fiamma di una candela prossima al deterioramento, riferito alla misera affluenza alle urne. L’astensione è certo la forma più accreditata di de-responsabilizzazione, ma in questo caso ci leggo una matrice di rassegnazione, soprattutto da parte degli ultra-sessantenni che non hanno ben chiaro il significato del voto di protesta come alternativa. Quale azione più essere più eloquente del rifiuto, per comunicare uno stato di malessere?

Guardando ai numeri, per la Camera i votanti sono stati il 55,17%, degli aventi diritto rispetto al 62,55% registrato nel 2008. Il calo è quindi stato del 7,38%. Tendenza inversa, invece alle regionali. Trainati dalle politiche, i votanti in Lombardia sono cresciuti dell’8,5%, Lazio +10%, Molise +2,1%.

Il momento della crisi di coscienza è ormai giunto e la politica ne dovrebbe prendere atto… Prima che lo faccia il popolo con la rivoluzione. E’ tempo di riscrivere la storia.

02/24/13

Amandha Fox contro il Porcellum: una provocazione condivisibile ma fuorviante

Deretano di Amandha Fox

Amici, questa mattina ho appreso con soddisfazione la provocazione della pornodiva Amandha Fox che, mettendo in bella mostra il suo deretano, ha denigrato il Porcellum e le facce (per l’appunto di culo!) che oggi ci “convivono” esortando la gente ad astenersi dal voto.  C’è solo un particolare (di non poco conto) sul quale dissento ed è l’invito all’astensione. Prima di esprimermi al riguardo, vi riporto le parole della Fox: “Il mio intento è chiaro: è una provocazione finalizzata a mettere in ridicolo la strapagata classe politica italiana in tempo di elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Per questo motivo, regalerò il mio manifesto autografato a tutti gli elettori che dimostreranno attraverso l’indirizzo di posta elettronica management@amandhafox.biz  di non essersi recati alle urne a partecipare al rinnovo di questo parlamento bulgaro imposto dai leader dei vari partiti che hanno stabilito a tavolino nomi e cognomi dei futuri deputati che siederanno in parlamento”.

Da un punto di vista comunicazionale e semantico considero il messaggio decisamente condivisibile. Solo qualche settimana fa Obiettivo Giovani si è occupato del tema Porcellum e dei suoi “figli” (tutti e di tutti gli schieramenti!), criticandolo, seppur con altri “mezzi”, alla stessa maniera. Ma proporre come alternativa a tale sistema antidemocratico l’astensione, è a mio avviso profondamente sbagliato. Evitare di esercitare un diritto/dovere significa disinteressarsi della vita pubblica, del proprio paese e dunque di se stessi. Giusta o sbagliata che sia, una decisione va presa…

Perciò, invece di chiudere gli occhi, se il nostro pensiero non si identifica in alcun partito, ideale o uomo politico, possiamo scegliere il voto di protesta, attraverso il quale assumersi la responsabilità di indurre la classe politica ad una riflessione generale sull’intero sistema governativo e sui personaggi che lo costituiscono. Ma solo raggiungendo un bacino consistente di “protestanti” (e per consistente intendo almeno più della metà) saremo in grado di indurre i satrapi a riazzerare tutto e ricominciare daccapo. Intendo dire riscrivendo il manuale del buon governo, partendo dalle esigenze della popolazione, dei giovani.

02/23/13

Italiani al voto. Programmi elettorali in pillole

Amici, ormai solo poche ore ci separano dall’avvenimento che deciderà il nostro destino per i prossimi 5 anni, le Elezioni Politiche Italiane. Perciò ho deciso, per oggi, di tralasciare le notizie che hanno stuzzicato la mia curiosità da stamane, per fornirvi una guida utile ed esaustiva dei temi cardine di questa campagna elettorale promossi dai rispettivi Partiti, al fine di favorire una comprensione globale (anche se sintetica) degli stessi.

Per tale scopo, ho scelto una scheda elaborata dal Sole 24 Ore che indica le proposte avanzate dai partiti in corsa, rispetto ad 8 punti nevralgici. 

Il voto libero non può prescindere da un’approfondita informazione sui programmi… …Anche se questi, almeno per il momento, sono soltanto parole.

 

Fisco: 

Fisco

 

PD-SEL-PSI 

Per la coalizione di centrosinistra l’obiettivo è quello di abbassare la prima aliquota Irpef dal 23 al 20%. In prospettiva va ridotto anche il prelievo fiscale sui redditi di lavoro, autonomo e dipendente: Bersani ha più volte parlato di taglio del cuneo fiscale. Per le imprese si punta al ritorno del bonus ricerca e sconti sugli utili reinvestiti. L’alleggerimento della pressione fiscale sui redditi dovrà essere essere realizzata con i proventi della lotta all’evasione attraverso la riqualificazione della fedeltà fiscale
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

PDL-LEGA 
Il programma del centrodestra si propone di arrivare a ridurre la pressione fiscale di cinque punti (uno all’anno) entro la fine della prossima legislatura. E poi un’Irpef con due sole aliquote: il 23% per i redditi fino a 43mila euro e 33% per i redditi superiori a questa soglia. Cancellazione dell’Irap sul costo del lavoro, dando priorità alle piccole imprese e agli artigiani. Totale deducibilità delle spese per l’istruzione dei figli. Lotta all’evasione giusta e liberale. Concordato fiscale preventivo e meno poteri a Equitalia
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

SCELTA CIVICA 
Riduzione dell’Irpef a partire dai redditi medio-bassi.L’obiettivo di legislatura di Scelta civica è una riduzione del gettito Irpef di oltre 15 miliardi. Deduzioni crescenti con il numero di figli e decrescenti con il reddito. Assegni familiari per i redditi molto bassi. Irap dimezzata dal 2017 e rafforzamento del credito d’imposta per ricerca e innovazioni di prodotto, e detassazione di salari e produttività. Le risorse dovranno arrivare dal contrasto all’evasione tramite l’apposito Fondo il cui avvio è previsto nel 2014
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Il prelievo fiscale non va fatto alla fonte, ogni contribuente dichiara una volta all’anno le sue entrate. Nessuna differenza tra lavoro dipendente e non dipendente.Da abolire gli studi di settore perché nessuno può sapere in anticipo quanto guadagnerà. Il rischio è di dover pagare tasse per redditi spesso non percepiti. Grillo vuole inoltre chiudere Equitalia e abolire il redditometro. Gli evasori vanno perseguiti, in particolare quelli grandi, protetti dallo scudo fiscale
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
L’obiettivo è una patrimoniale progressiva che colpisca le grandi ricchezze immobiliari e finanziarie, in particolar modo il 5% della popolazione super ricca. Si punta quindi ad alleggerire la pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa ed aumentarla sulle rendite e i grandi patrimoni. Estendere la legge antimafia alla lotta all’evasione: in presenza di una spudorata evasione, sarebbe sufficiente un indizio per procedere al sequestro dei beni patrimoniali, salva la possibilità di fornire la prova contraria
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: BASSA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Fare per fermare il declino punta a cancellare l’Irap in cinque anni, mentre per l’Irpef l’obiettivo è quello di ridurla di almeno il 30% nell’arco della legislatura, eliminando questa imposta per la metà più povera dei contribuenti. In generale si vuole ridurre la pressione fiscale di cinque punti in cinque anni. Il recupero dell’evasione fiscale deve essere destinato alla riduzione delle imposte. Da riformare il sistema sanzionatorio, amministrativo e penale. Mai più condoni fiscali
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: MEDIA

 

Imu:

Imu

 

PD-SEL-PSI 
Ridurre l’Imu per i redditi più bassi con un’esenzione generalizzata per le abitazioni principali per le quali i contribuenti hanno versato 400-500 euro. Intervento da finanziare con un prelievo aggiuntivo sui patrimoni immobiliari di valore superiore a 1,2-1,5 milioni di valore catastale, cioè almeno 3 milioni di valore commerciale. Per i beni strumentali delle imprese l’aliquota da applicare dovrà essere quella per le abitazioni principali
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: MEDIA

PDL-LEGA 
Abolizione Imu sull’abitazione principale e restituzione di quella versata nel 2012 (8 miliardi il valore dell’intera operazione), un impegno messo nero su bianco da Berlusconi nelle lettere inviate in questi giorni ai contribuenti. La copertura della restituzione dell’Imu sarebbe assicurata dalla chiusura dell’accordo con la Svizzera per la tassazione delle attività finanziarie lì detenute, anche se il governo elvetico non ritiene che un accordo possa entrare in vigore prima del 2015
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

SCELTA CIVICA 
La proposta di Scelta civica è quella di una rimodulazione dell’imposta municipale sugli immobili a partire da quest’anno: aumentando la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro,raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione di 100 euro per anziani soli e persone con disabilità. In totale la riduzione del gettito Imu sarà di circa 2,5 miliardi
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Realizzabilità: MEDIA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Il Movimento 5 Stelle come il Pdl e anche Rivoluzione civile è favorevole dell’abolizione dell’imposta municipale che colpisce gli immobili, con riferimento all’abitazione principale. Fermamente contrario all’Imu sulla prima casa («lo dico da un anno») Beppe Grillo ha sostenuto più volte – in molti dei suoi interventi in piazza durante il suo Tsunami tour– che la prima casa deve essere impignorabile come bene primario
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RIVOLUZIONE CIVILE 
Anche nel programma di Rivoluzione civile, come in quello del centrodestra e del Movimento 5 Stelle, si parla di eliminare l’Imu sull’abitazione principale. E di estenderla invece agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie. Un intervento da completare, per il movimento guidato da Antonio Ingroia, con una patrimoniale sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Il programma prevede che l’imposta municipale vada rivista in due direzioni: l’Imu deve diventare il pilastro della fiscalità locale e dunque il suo gettito deve rimanere interamente nelle mani degli enti locali; per quel che riguarda le imprese, si intende operare una riduzione dell’aliquota per i beni strumentali delle imprese e riformare la tassazione patrimoniale sui fabbricati agricoli, cancellando gli aumenti degli ultimi anni
Efficacia: ALTA
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Conti e tagli di spesa:

Conti e tagli di spesa

 

PD-SEL-PSI 
Verifica sullo stato dei conti pubblici alla luce di uno scenario macroeconomico in peggioramento rispetto a quello della Nota di aggiornamento al Def. Se servirà una correzione lo si scoprirà da questo check. Sul fronte europeo l’impegno è di rispettare il fiscal compact tentando però di riaprire una trattativa per renderlo ancor più flessibile alla congiuntura. Si parla poi di riqualificazione della spesa pubblica e non di spending review 
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Realizzabilità: MEDIA

PDL-LEGA 
Confermato l’impegno del pareggio di bilancio, si deve aprire un confronto per renderlo sostenibile in un contesto ancora recessivo. E, soprattutto, con il programmatico impegno di agire subito per ridurre il carico fiscale. Duplice la strada da battere: un attacco al debito per portarlo al 100% del Pil in 5 anni con privatizzazioni e interventi one off, e un taglio maxi sulla spesa da 16 miliardi l’anno sempre nel quinquennio 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

SCELTA CIVICA 
Massima continuità con l’azione di Governo sostenuta negli ultimi 13 mesi: pareggio di bilancio da difendere, ma nessuna correzione, almeno per ora. Sul debito vale il piano Grilli, con dismissioni da 14-15 miliardi l’anno e rispetto del piano di riduzione previsto dal fiscal compact. Sulla spesa: avanti con il ciclo di spending review avviato lo scorso anno e ulteriori interventi di riqualificazione delle uscite correnti, prima di tutto quelle statali 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Assoluta discontinuità con la gestione dei conti dello Stato e gli impegni presi a livello Ue (fiscal compact). Il pareggio di bilancio non è considerato obiettivo strategico mentre lo è la riduzione dello stock del debito, che va perseguita con una drastica riduzione dei costi di funzionamento degli apparati, a partire dai cosiddetti costi politici. Forte enfasi sull’uso di tecnologie Ict per l’accesso a informazioni e servizi senza intermediazioni 
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
Il fiscal compact deve essere subito oggetto di una nuova trattativa europea per modificarlo e il pareggio di bilancio, conseguentemente, non deve essere considerato un vincolo. Anche sull’abbattimento del debito non c’è grande enfasi: importante è non tagliare le spese per prestazioni sociali e istruzione. Le risorse che lo Stato dovrà reperire passano per una patrimoniale sulle grandi ricchezze e il recupero dei patrimoni delle mafie 
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: BASSA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Nessun vincolo europeo deve pesare sulla gestione della finanza pubblica, neppure il rispetto del pareggio di bilancio; semmai questi patti Ue vanno ridiscussi. Sul debito l’ipotesi è una riduzione dello stock al 100% del Pil con un massiccio piano di dismissioni (anche delle quote di controllo nelle società partecipate). Sulla spesa c’è un programma di interventi di tagli che parte da 12,2 miliardi nel 2013 per salire fino a 39,6 nel 2015 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: MEDIA

 

Lavoro:

Lavoro

 

PD-SEL-PSI 
L’articolo 18, confermato nella «formulazione tedesca» non sarà riscritto. Il programma del centro sinistra punta poi a rendere meno costoso il contratto a tempo indetermina

to, e a ritoccare la riforma Fornero che ha aumentato i contributi sui contratti atipici (invece di alleggerire quelli stabilizzati). Si propone inoltre di alleggerire la tassazione sul lavoro, attingendo dalla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari. E quanto alle pensioni, c’è la promessa a completare la copertura per gli esodati 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: ALTA

PDL-LEGA 
Ritorno alla legge Biagi, e a un nuovo «Statuto dei Lavori», azzerando i vincoli introdotti dalla legge 92 su contratti a termine e partite Iva. Si punta poi a sviluppare la contrattazione aziendale e territoriale, con detassazione del salario di produttività. Ampio sostegno all’apprendistato; e alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato verrà riconosciuta una detrazione dei contributi per i primi 5 anni. Sostituzione dei sussidi alle imprese con una equivalente riduzione delle tasse su lavoro e produzione 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: BASSA

SCELTA CIVICA 
Superamento del dualismo tra protetti e non protetti, con la sperimentazione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso e più flessibile. Senza ridurre i contratti a uno solo: sì a contratti a termine e a forme flessibili, se correttamente applicate. Per dare ossigeno alle imprese si propone poi di far leva su una incisiva riduzione del cuneo fiscale collegata ad alcune linee guida per la contrattazione collettiva aziendale per dare risposte adeguate alle esigenze di flessibilità e dei processi produttivi 
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: ALTA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Il Movimento 5 Stelle propone l’abolizione della legge Biagi, colpevole secondo l’ex comico genovese di aver gonfiato la bolla del precariato degli ultimi anni. L’altra proposta “forte” è quella di introdurre un sussidio di disoccupazione garantito, di carattere universale. L’importo sarebbe di mille euro e da erogare per tre anni, in modo tale da aiutare le persone in difficoltà (perché perdono il lavoro). Si punta poi a incentivare le imprese che utilizzano il telelavoro 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
Rivoluzione Civile, in coerenza con l’iniziativa referendaria lanciata da Antonio Di Pietro (assieme a Sel), chiede l’abrograzione delle nuove regole sull’articolo 18 introdotte con la legge 92. Oltre al ripristino pieno delle tutele reali previste dall’originario Statuto dei lavoratori. Si punta poi a introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati, sul modello di quanto accade nei principali Paesi europei. Altri punti del programma: lotta alla precarietà e aumento delle retribuzioni con il recupero del fiscal drag
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: MEDIA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Maggiore flessibilità in entrata nel pubblico impiego, che dovrebbe essere governato dalle stesse regole del settore privato. Si propone poi che tutti i lavoratori, a prescindere dalla dimensione dell’impresa di appartenenza, godano di un sostegno al reddito in caso di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano (e incentivino) la ricerca di un nuovo impiego. Critiche pure alla legge Fornero, che ha irrigidito la flessibilità in entrata, e rischia di produrre più disoccupazione
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: ALTA

 

Sviluppo e industria:

Sviluppo e industria

 

PD-SEL-PSI 
Nuova lenzuolata di liberalizzazioni: dalle professioni ai farmaci, dai carburanti all’energia; e poi banche, trasporti e poste, assicurazioni, commercio. Prevista l’introduzione di sconti fiscali sugli utili che le imprese decidono di reinvestire in azienda. Si punta a un piano Industria 2020 per promuovere un programma di alfabetizzazione digitale per le Pmi. Tre miliardi della programmazione dei fondi Ue 2014-2020 dovrebbero essere impiegati per portare fibra ottica nelle scuole e nelle strutture sanitarie 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

PDL-LEGA 
Si punta al riorientamento degli attuali sussidi alle imprese, da cui ricavare un fondo che alimenti sia la ricerca sia il taglio del cuneo fiscale. A questo, si affianca l’idea di utilizzare la Cassa depositi e prestiti per finanziare l’innovazione e l’intenzione di potenziare le misure già varate durante l’attuale governo a favore degli imprenditori under 35, nonché di riconoscere alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato una detrazione dei contributi per i primi cinque anni 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: MEDIA

SCELTA CIVICA 
Occorre aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, attraverso il credito strutturale di imposta. «Bisogna facilitare l’introduzione di nuove forme di finanziamento per migliorare l’accesso al credito e promuovere misure che facilitino la crescita dimensionale delle nostre imprese». Si punta anche a far emergere un vero mercato dei capitali di rischio, in particolare seed capital, a migliorare la proiezione internazionale delle imprese medio-piccole e avvicinare il livello di investimenti diretti esteri alla media europea 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Non c’è un riferimento diretto alla politica industriale e alla crescita. Tra le varie proposte, figurano agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazione energetica effettuati a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava. Nelle tlc, statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia e impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
Agevolazioni fiscali per le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. «Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy». Creazione di «posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile». Sulle tlc, accesso a Internet gratuito per le giovani generalzioni 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Ampio spazio a un aggressivo programma di liberalizzazioni. Sull’elettricità, in particolare, si propone di rivedere le norme esistenti finalizzate al perseguimento di obiettivi di politica industriale. Nel mirino: i sussidi alle imprese grandi consumatrici di energia elettrica (in particolare Trenitalia); i sussidi alle imprese di generazione; le modalità di incentivazione all’installazione di pannelli fotovoltaici su piccola scala. In agricoltura, si punta a riformulare il sistema di aiuti della Pac 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

 

Infrastrutture:

Infrastrutture

 

PD-SEL-PSI 
Sostegno a Tav e rete a banda larga. Piano straordinario triennale con investimenti locali per 7,5 miliardi, anche con la partecipazione dei privati, per realizzare piccole opere di pubblica utilità, in particolare scuole e ospedali, attraverso l’allentamento del patto di stabilità interno. Il 60% dei fondi verrà dai tagli alla Difesa e il restante 40% dai fondi strutturali europei. Coinvolgimento dei privati per cui si dovranno allargare gli incentivi fiscali attuali. Sì alla riconferma dei bonus 50 e 55% 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: ALTA

PDL-LEGA 
Completamento della Tav, a partire dalla Torino-Lione, e potenziamento della rete esistente. Credito di imposta per lo sviluppo delle infrastrutture in project financing. Nuova legge obiettivo per snellire le procedure. Potenziamento di logistica e trasporto merci. Progetto “Adotta una infrastruttura”: chi finanzia un progetto infrastrutturale, di un elenco stabilito dallo Stato, può detrarre dalle imposte il 90% del contributo e partecipare alle attività di controllo della realizzazione dello stesso
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: MEDIA

SCELTA CIVICA 
Più investimenti pubblici in infrastrutture. Rafforzare le reti a banda larga e le smart cities. Riportare allo Stato le decisioni in materia di infrastrutture energetiche. Introdurre l’istituto del “dibattito pubblico” nelle procedure decisionali sulle infrastrutture. Grande piano di gestione integrata delle acque, per tutelare il territorio dal rischio sia di dissesto idrogeologico che di carenza idrica. Proroga degli incentivi su ristrutturazioni ed efficienza energetica fino al 2015 per favorire l’edilizia eco-sostenibile
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

MOVIMENTO 5 STELLE 
Blocco immediato della rete ferroviaria Tav in Val di Susa. Blocco del Ponte sullo Stretto. No ai termovalorizzatori. Sviluppo di tratte ferroviarie per pendolari. Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane. Copertura nazionale di rete per la banda larga. Potenziamento delle centrali termoelettriche e incentivi alla produzione di energia con fonti rinnovabili. Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
Investimenti per lo sviluppo della banda larga (gratuita per i fruitori). Stop alla realizzazione della rete Tav e del Ponte di Messina. Piano delle piccole opere. Sostegno ai green jobs in tutte le filiere produttive. Interventi per la mobilità sostenibile. Stop al consumo di suolo. Stop alle deroghe ai Piani regolatori. Obbligo di pianificazione strategica. Piano straordinario per il risanamento idrogeologico
Efficacia: BASSA
Realizzabilità: MEDIA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Maxi programma di liberalizzazione completamente finalizzata a un’apertura alla concorrenza solo tra operatori privati – nei settori, tra gli altri, delle ferrovie, del trasporto pubblico locale, dell’energia elettrica e del gas, dei porti e degli aeroporti. Definizione degli oneri di urbanizzazione in misura pari ai reali costi delle opere necessarie. Destinazione degli oneri di urbanizzazione alle opere necessarie a garantire la qualità della vita delle aree di nuova edificazione 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: MEDIA

 

Semplificazione:

Semplificazione

 

PD-SEL-PSI 
Il piano anti-burocrazia per le imprese parte dall’ampliamento degli spazi concessi all’autocertificazione. Che dovrà diventare la regola per l’apertura di nuovi stabilimenti. I controlli da ex ante diventeranno ex post. Faranno eccezione le attività a elevato impatto ambientale. Per produrre efficienza e risparmi il Pd propone piani industriali per ogni singola amministrazione pubblica. Più potere di autogoverno locale che dovrà superare le duplicazioni attuali 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

PDL-LEGA 
Alla proposta di una generale semplificazione degli adempimenti fiscali delle Pmi, degli artigiani e dei lavoratori autonomi si affiancano la sostituzione dei controlli ex ante con quelli ex post e la revisione dei premi Inail sulla base di un sistema di bonus/malus. Per incentivare le pubbliche amministrazioni a rispondere nei tempi alle istanze dei cittadini verrà introdotto un sistema sanzionatorio per colpire le Pa inadempienti 
Efficacia: ALTA
Realizzabilità: MEDIA

SCELTA CIVICA 
Il premier uscente punta ad avviare una consultazione pubblica nei primi 100 giorni di governo per individuare le «100 procedure da eliminare o ridurre con priorità assoluta». Previste misure semplificatorie ad hoc per le imprese sul fronte giustizia. I rapporti con la pubblica amministrazione dovranno essere improntati a un principio di trasparenza assoluta modellato sulla base del Freedom of information act del mondo anglosassone. In agenda semplificazioni per il sistema tributario 
Efficacia: MEDIA
Realizzabilità: ALTA

MOVIMENTO 5 STELLE 
L’eccesso di burocrazia ha un costo immenso, deprime lo sviluppo, fa fuggire le imprese italiane all’estero, e quelle straniere evitano gli investimenti nel nostro Paese, ingabbiato in milioni di commi legislativi, in decine di milioni di circolari interpretative. Grillo propone interventi trasversali. In tema di energia semplificazioni per i contratti di ristrutturazioni energetiche a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio energetico che se ne ricava
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Realizzabilità: BASSA

RIVOLUZIONE CIVILE 
Un occhio di riguardo viene riservato alle Pmi, in particolar modo quelle operanti nell’artigianato o in agricoltura. Attraverso l’avvio di un piano di rinascita del Paese che faccia della lotta alla «burocrazia soffocante» uno dei suoi capisaldi. Nel programma si fa fatica a individuare delle misure di semplificazioni ad hoc per i cittadini. Se si eccettua l’intenzione di garantire l’accesso a internet gratuito per le giovani generazioni nell’ambito del piano per la diffusione della banda larga 
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Realizzabilità: BASSA

FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Per le imprese è fondamentale affrontare il problema delle inerzie della Pa. Il silenzio-assenso e le denunce di inizio attività non sono sufficienti. Servono percorsi alternativi che consentano di pervenire a una decisione unica e definitiva. Tra le semplificazioni amministrative per i cittadini al terzo posto degli interventi per la crescita “Fare per fermare il declino” mette nero su bianco la semplificazione del sistema tributario 
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Sanità:

Sanità

 

PD-SEL-PSI 
Stop a tagli e definanziamento del Ssn: nel settore si deve investire di più, aggredendo sacche di spreco, inefficienze e cambiando la governance. Per i nuovi ticket (2 miliardi in più dal 2014) puntare a soluzioni alternative. Abolizione del ticket sulle visite specialistiche. Altolà ai tagli lineari (spending). Riconoscere il ruolo trainante dell’industria, a partire dal farmaceutico, con una programmazione di 3-5 anni. E ancora: partiti fuori dalle nomine
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PDL-LEGA 
Nel Welfare in generale, si dice di voler puntare sulla sussidiarietà, con un accenno chissà se valido anche per la sanità al «buono-dote e credito d’imposta per la libera scelta nei servizi del Welfare». Cambiare la legge Basaglia del 1978 sulla salute mentale, possibile richiesta di cambiare la spending review e di tutelare i medici dai rischi clinici. Fare la legge sul biotestamento. Rapporto pubblico-privato da riequilibrare, nel segno della par condicio 
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SCELTA CIVICA 
Assicurare l’universalità delle cure, ma con un forte recupero di efficienza del sistema. Definire con precisione le prestazioni da garantire nello stesso modo a ogni latitudine. Ticket sostituiti con una franchigia legata al reddito Isee. Cure h24 modello Balduzzi e taglio dei posti letto negli ospedali. Nuove regole di riparto, stop all’invadenza dei partiti. Garanzie ai medici sul rischio clinico. Regole chiare nel rapporto pubblico-privato, definendo le prestazioni dei Fondi integrativi 
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MOVIMENTO 5 STELLE 
Garantire a tutti l’equità e l’accesso alle prestazioni essenziali, anche con ticket proporzionali ai redditi. Monitorare e correggere la devolution. Promuovere i farmaci fuori brevetto e prescrivere solo per principio attivo, niente incentivi economici agli informatori scientifici. Non consentire ai medici pubblici di operare nel privato, incentivandone la permanenza nel Ssn, premiando il merito anche con tetti massimi nell’attività privata 
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RIVOLUZIONE CIVILE 
Rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale. Con un’attenzione particolare alla non autosufficienza. No ai tagli lineari indiscriminati contro i cittadini e le eccellenze. Eliminare tutte le misure che hanno favorito la sanità privata. Investire nella prevenzione, restituire un ruolo attivo ai Comuni, rivedere la rete ospedaliera con meno tagli dei posti letto, ma creando cure e servizi territoriali. Impedire il doppio lavoro nel pubblico e nel privato, nomine per i manager svincolate dalla politica
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FARE PER FERMARE IL DECLINO 
Eliminare le sacche di spreco con iniezioni di concorrenza a vasto raggio tra il sistema pubblico e il privato. Sulla falsariga del modello seguito dalla Germania dove l’aumento della componente privata rispetto a quella pubblica avrebbe consentito di contenere meglio i costi. Tra gli sprechi, massima attenzione a quelli legati all’acquisto di forniture da parte di Asl e ospedali. Rilancio e massima attenzione al ruolo delle industrie di settore. A cominciare da quella farmaceutica
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02/21/13

Dalla Cina con terrore. Un esempio per l’italia dell’occupazione

Impiegati cinesi in punizione

Amici, la curiosa notizia che sto per darvi la dice lunga circa la progressiva crescita del divario tra noi e i cinesi in materia di gestione del personale in azienda (chiaramente a nostro discapito!) e conferma quanto la “cruda” interpretazione di tale settore sia stata determinante per il loro dominio sulla scena mondiale.

Quante volte a lavoro, le nostre mansioni sono state mortificate da un collaboratore lento, incapace ma soprattutto pigro che ha finito per rimandarci a casa con una gastrite da stress? In quelle occasioni non avreste voluto (se non ucciderlo!) punirlo severamente? Ebbene, i cinesi non ci hanno solo pensato ma lo hanno messo in pratica, escogitando un rimedio la cui efficacia è stata confermata dal mercato.

Il soggetto in questione è l’azienda di alimentari di Chengdu, capoluogo della provincia sudoccidentale del Sichuan cinese, dove nella giornata di ieri le condizioni atmosferiche non sono state delle migliori. Il manager dell’impresa ha deciso di reclutare in massa una ventina di svogliati impiegati di marketing, lasciarli in calzoncini corti e a dorso nudo, farli correre lungo l’intero viale della megalopoli e dirigerli da una limousine nera ben lucidata in testa al gruppo. Il Quotidiano del Popolo ha spiegato che i dipendenti sono stati puniti per non aver raggiunto gli obiettivi di vendita nel 2012.

La sanzione è stata concordata con il management della società ed ha previsto dieci chilometri di corsa per i maschi, in tenuta da spiaggia, e cinque per le femmine, alle quali è stato concesso di indossare una tenuta più castigata ma allo stesso modo “proibitiva”, perché potessero patire il freddo e rigenerarsi.

Lo so, state tutti pensando che dalle nostre parti un’azione del genere subirebbe aspre critiche e, con tutta probabilità, sarebbe perseguibile di sanzioni da parte del nostro singolarissimo sistema giudiziario.

Gli imprenditori italiani (specie quelli del meridione), però, prendano appunti… Chissà che punizioni simili possano “risvegliare le coscienze” di certi lavoratori (da Roma in giù rappresentano la maggioranza) che affossano la nostra economia, negando ai più meritevoli di risollevarla…

A volte l’“inettitudine a tempo indeterminato” va regolata con qualche calcio nel culo. 

02/19/13

Lager per visoni. Tortura e morte per una pelliccia

Amici, a volte nella vita, ci imbattiamo in degli episodi che non possono essere argomentati, il commento stesso ne attenuerebbe la gravità, offuscandone la realtà. A volte nella vita, bisogna lasciar parlare i fatti, azione ostica per un giornalista, ma necessaria. A volte nella vita, il silenzio rappresenta la condanna più forte. Cercate di resistere alla visione completa…


Assassini.

 

02/18/13

Antidemocrazia di un Grillo silente. Leader del M5S nega intervista a Sky TG24

Il Grillo silente…

“Noi siamo arrivati fin qui senza tv, e senza tv andremo fino in fondo. Siamo diversi, non stiamo nel teatrino, il teatrino morto sono gli altri. Amen. E tra parentesi, chi sta spopolando nelle piazze che bisogno ha di questa tv?”. E’ ciò che recita l’ex comico ed attuale leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, a seguito della sua rinuncia (last second!) all’intervista per Sky TG24, diramata istantaneamente da tutti i principali organi di stampa nazionale.

Ad un occhio distratto può apparire un comportamento fuori dalle righe, singolare, anticonformista, quasi rivoluzionario rispetto ai canoni indicati dalla politica nazionale ed transnazionale e dunque incontaminato dalle dinamiche della stessa. Insomma, positivo agli occhi di una massa inconsapevolmente ignorante (dell’“ars pubblica”).

Il mio punto di vista, invece, si colloca in una prospettiva diametralmente opposta. Credo, infatti, che un tale atteggiamento, inizialmente interpretato come innovativo, rifletta una matrice profondamente antidemocratica. In altre parole, fin quando si tratta di non prendere parte a sterili scontri televisivi del tutto privi di una dialettica costruttiva, che si traducono in mero politichese (mi riferisco a quella tipologia di dibattiti/comizi televisivi resi ad esclusivo utilizzo del palinsesto), siamo di fronte ad un comportamento produttivo e innovativo. Ma quando si scompare totalmente dalla scena mediatica di qualsiasi forma, il discorso cambia e si trasforma in un boomerang.

La rete e la piazza sono espedienti importanti per la divulgazione del pensiero libero, ma non completi per una popolazione di per sé eterogenea sotto un profilo comunicazionale. Non tutti hanno disponibilità economica e culturale per essere connessi alla rete 24 su 24 e leggere i contenuti di un blog o partecipare attivamente a un social network, così come non tutti godono di buona salute o hanno tempo a disposizione per seguire in piazza un intero comizio politico. (Tanto per far degli esempi…)

Perché precludere ad un anziano la possibilità di seguire il programma dei grillini, o a una persona diversamente abile di seguirne i discorsi del leader? I meno acculturati non hanno forse il diritto di conoscere il programma del M5S?

Da un punto di vista squisitamente politico, inoltre, non è detto che tutti i candidati siano disposti ad impostare il proprio rapporto con gli elettori attraverso un freddo programma di videochiamata (“parlamentarie”).

L’azione del Movimento 5 Stelle, insomma, si traduce in un sistema chiuso, personalistico ma soprattutto antidemocratico non molto distante dai partiti sfidati.

Domandiamoci, allora, se la tanto condannata “casta” non si trovi nel codice genetico delle “5 stelle”…

02/17/13

Scuola di Alt(r)amministrazione. Se la politica non si insegna…

La tacita arte della politica

Amici, come cantava Antonello Venditti in una delle sue più celebri canzoni: “E’ una questione politica, la grande presa per culo”. A questa eloquente definizione aggiungerei che nel XXI secolo la presa per culo imperversa….

…Si perché pare che sia nata la Scuola di Alt(r)amministrazione dove sindaci, assessori, consiglieri comunali e cittadini annunciano di voler insegnare l’antica arte della politica, attraverso un programma didattico volto a conoscere le strategie per tagliare la bolletta energetica del 70%, arrivare al 90% della raccolta differenziata e via discorrendo… L’obiettivo (“quello annunciato”) sarebbe condividere storie, progetti, buone pratiche: esempi concreti di gestione del territorio, dell’energia e dei rifiuti. Il tutto con un occhio di riguardo alla partecipazione e ai nuovi stili di vita. Una vera e propria scuola di buona politica, insomma, per insegnare a muoversi verso una nuova economia e, possibilmente, una nuova società…

…Io credo che soltanto questa premessa sia sufficiente a dimostrare l’efficacia della frase di Venditti. Come si può pensare di far credere ad un popolo che nella storia si è sempre distinto per intelligenza e, perché no, machiavellismo, che la politica sia (ancora) materia di studio, che possa essere ricondotta alla sua definizione originaria (dal greco “πόλις”, polis, città) ossia all’arte di governare la società e, in ultima analisi, come qualcosa da potersi insegnare e tramandare?

La storia contemporanea ci insegna (con cadenza giornaliera!) che al termine in oggetto sono assai più verosimilmente riconducibili concetti quali “voti”, “potere”, “relazioni”, “compromesso”, “denaro”, “interessi” ed altri correlati.

Per questo motivo quando ascolto dichiarazioni come quella fatta del referente della Scuola di Alt(r)amministrazione, Marco Boschini, avverto una curiosa sensazione a metà tra disgusto e divertimento: “Nel concitato periodo pre-elettorale che stiamo vivendo, può sembrare strano vedere politici andare oltre gli slogan, e testimoniare con il proprio operato che sprechi, clientelismi, corruzione e devastazione ambientale, fenomeni che siamo abituati vedere andare a braccetto con la politica, anche in Italia possono essere superati. Amministratori locali pronti a mettere anche altri nelle condizioni di replicare esperienze virtuose”. Il disgusto lascia spazio libero al divertimento, invece, quando Boschini parla di “docenti” e “materie d’insegnamento”: “La nostra è una scuola molto concreta, dove sindaci, assessori e consiglieri cercano di far conoscere il proprio percorso amministrativo partendo dai progetti realizzati”.

…Ci dispiace, ma questa volta non abbiamo intenzione di “girarci”. Cambiate disco.

02/15/13

Pioggia di cristalli di meteorite sulla Russia. Un video ci invita a riflettere…

Amici, abbandoniamo per un attimo le febbrili dinamiche sociali che imperversano nel nostro Paese per spostarci in Russia, perché, a quanto pare, il nostro futuro non sembra minato solo dall’interno, ma anche dall’esterno. E per esterno intendo dire proprio fuori dai confini nazionali, ma anche internazionali, nello spazio, per intenderci. Date un’occhiata allo shockante filmato amatoriale diffuso in rete…

Si tratta di cristalli di un meteorite precipitati dallo spazio e caduti nella regione di Cheliabynsk, sui monti Urali. Secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno russo, l’episodio ha provocato il ferimento di 400 persone tra cui 10 bambini, probabilmente a causa dei vetri mandati in frantumi dal violento spostamento d’aria seguente all’onda d’urto dovuta all’esplosione del meteorite nell’atmosfera.

Inizialmente si è pensato a una pioggia di meteoriti, ma fonti ufficiali  hanno spiegato che si è trattato di cristalli di un meteorite “sporadico e non associato a una pioggia di meteoriti che si è disintegrato nella parte bassa dell’atmosfera”. Il fenomeno si è verificato a circa 80 chilometri dalla città di Satka, nell’omonimo distretto, alle 9,22 ora locale (le 4,22 ora italiana). I frammenti del meteorite sono caduti in sei città della zona dove, come si evince dalle immagini, i cristalli hanno causato forti esplosioni che ricordano quelle provocate dallo scoppio di un aereo in volo. I vetri delle finestre di alcune abitazioni sono andati in frantumi. Secondo i servizi di emergenza il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali per la regione. L’agenzia russa per l’energia atomica Rosatom ha riferito che le installazioni negli Urali non hanno subito danni.

“È rarissimo che un meteorite come questo provochi feriti, questa volta purtroppo è successo” –  ha commentato Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto nazionale astrofisica. Sarebbe interessante capire – ha continuato Bignami – la traiettoria di questo meteorite, potrebbe essere passato per pochi secondi anche sull’Italia, ed essere stato visibile come scia infuocata”.

Le autorità spiegano che per l’Italia non c’è pericolo e l’asteroide che sfiorerà in queste ore la Terra è di tutt’altra natura. Ma anche in Russia nessuno aveva annunciato un simile fenomeno, eppure il video ci racconta il  contrario. Questa volta si è trattato di un incidente “superficiale” rispetto alle potenzialità dei corpi celesti ma in futuro le stelle potrebbero non essere così clementi…