11/30/12

Disoccupazione: la rivoluzione nella pancia dei giovani

E’ da giorni che, sfogliando le più importanti testate nazionali leggo di tutto fuorché quello che più ci interessa, ciò di cui abbiamo bisogno, qualcosa da cui non è possibile prescindere… il lavoro!

Stiamo preparandoci a nuove elezioni, tanto per dirne una. Ci preoccupiamo dei leader opposti del PD, del loro raffronto, dei dibattiti in televisione, dei “messaggini” che inviano alle masse, delle rispettive percentuali di consenso e addirittura di come si vestono e quali sono le loro abitudini quotidiane. Oppure di come Silvio Berlusconi intende ripensare al Partito e quali discepoli buttarci dentro…

Nel frattempo, per noi il tempo scorre velocemente ma i numeri riferiti all’occupazione restano invariati, anzi peggiorano… Quando pensiamo di occuparcene? Aspettiamo di toccare il fondo?… …Ma lo abbiamo  appena fatto.

Sì perché, stando alle stime di ottobre, l’Istat ha appena registrato 2 milioni e 870 mila disoccupati ed esiste un differenziale di circa 20 punti percentuali tra l’indice d’occupazione della fascia 20-29 anni e quella di 30-54 anni. Si tratta del livello più alto sia dall’inizio delle serie storiche mensili, gennaio 2004, sia dall’inizio delle serie trimestrali, IV trimestre 1992.

Quando parliamo di giovani, bisogna intendersi innanzitutto sull’uso della parola. Gli italiani, ad esempio, restano in famiglia sino a trent’anni e quando perdono il lavoro tornano, nel 40% dei casi a casa di mamma e papà, i famosi Peter Pan. Ma la colpa non è loro, dipende da un mercato dell’occupazione che li respinge o che, ben che vada, offre impieghi precari. I ragazzi, insomma, non possono mettere su famiglia (infatti l’attesa media prima di convivere o sposarsi è 10 anni per gli uomini e 5 per le donne) dopo la conclusione degli studi. Ricevono salari d’ingresso miserevoli. Secondo dati Echp (European Community Household Panel), il reddito medio dei giovani italiani occupati fra i 25 e i 30 anni è la metà di quello percepito dai loro coetanei inglesi, tedeschi, francesi. Ciò significa che trova lavoro solo chi ha buone relazioni: in Italia contano i parenti, non i talenti. 

Nel 2006 il Rapporto Censis sulla mobilità Sociale ha attestato che il 61% degli italiani risorse economiche e relazionali personali valgono più del merito, se vuoi farti largo nella vita. Inoltre solo il 2% reputa influenti i grandi tecnici e gli esperti, a riprova di quanto poco credito circondi il talento individuale. Nel 2008 un’altra indagine della rivista “Focus” ha registrato la santificazione delle spintarelle: le approva il 58% degli intervistati e il 41% sarebbe disposto ad appoggiare il figliolo degli amici, pur sapendo che si tratta d’un cretino. Due italiani su tre ne hanno profittato per trovare lavoro, dichiara una ricerca Eurostat del 2011 (Methods used for seeking work): il doppio rispetto alla Germania e alla Finlandia. Nelle aziende private le conoscenze dirette o indirette servono nel 72,2% dei casi, aggiunge un’indagine Unioncamere diffusa nel 2006. Mentre nel 2008 Medialab ha fissato le quote delle spintarelle: il 66,1% avviene bussando alla porta d’un parente, il 60.9% da un amico, il 33,9% da un collega di lavoro. L’ultimo dato è ancora del Censis: soltanto un italiano su 4 crede all’istruzione, i più s’affidano alla raccomandazione. Da qui l’aumento degli psicofarmaci, i 340 suicidi in più nel biennio situato tra il 2009 e il 2011 rispetto a quello precedente. 

…Ma non basta che se ne parli distrattamente “dando i numeri”, bisogna prendere un provvedimento serio, e in fretta.

La rivoluzione è nella pancia dei giovani…

11/28/12

Eroi dei nostri giorni

 Ragazzi, tra le innumerevoli notizie interessanti che leggo con occhi attento da stamane, una in particolare ha catturato la mia attenzione. Si tratta di Paolo Puddu, il giovane cagliaritano di 27 anni, affetto da tetraparesi spastica che ieri ha conquistato la laurea in Lettere con il punteggio di 110 e lode, presentando una tesi su come eliminare le barriere durante il viaggio aereo.

La malattia non ha impedito a Paolo di comunicare con gli occhi attraverso una tavoletta sulla quale sono riportate le lettere dell’alfabeto. E’ il giorno più bello della mia vita, questo è un obiettivo che ne racchiude altri” – ha dichiarato lo studente.

Io credo che oggi, la definizione di eroe possa corrispondere a qualcosa tipo: “Personaggio in grado di coinvolgere una grande massa di persone per una causa nobile”.

Ecco, ieri Paolo non è stato troppo distante da questa definizione e che la sua causa si riferisca alla voglia di migliorarsi, di andare avanti, di trascendere, da subito.

Facciamo in modo che la sua diventi la nostra di causa.

11/27/12

Riforma sulla diffamazione, lo show continua

 

Come era facilmente intuibile il film sulla possibile carcerazione del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti si è concluso a favore del battagliero protagonista.

Per mesi i media ci hanno tenuti col fiato sospeso per la sua sorte; tg nazionali e locali, talk show, dibattiti d’ogni tipo hanno fatto di lui un vero e proprio martire, finendo per regalargli più prestigio di quanto (meritatamente) non ne avesse prima. Sallusti è diventato l’orfano da salvare, ha regalato linfa vitale agli amanti del pettegolezzo da bar, il popolo italiano, ma soprattutto (cosa ben più consistente) ai canali televisivi, al punto che adesso quasi converrebbe individuare un nuovo martire per ripianare i conti dell’emittenza nazionale.

L’epilogo, come si auspicava, è stato reso tutto in salsa italiana. Una ricetta in cui si individua una storia avvincente, la si cucina a fiamma bassa e si finisce per non impiattarla.

Siamo tutti contenti che l’ottimo giornalista non sia stato costretto ad iniziare una dieta a base d’arance (forse lui lo è di meno considerando l’eco che un simile risultato avrebbe prodotto non solo in Italia), anche perché avremmo fatto concorrenza soltanto alla Russia, dove i direttori non rischiano solo il carcere ma il gulag.

Restando sulla cronaca, scadevano oggi i 30 giorni di sospensione della pena a 14 mesi di reclusione comminata al giornalista per diffamazione. Sallusti ha spiegato il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, ha ottenuto la sospensione della carcerazione “ricorrendo le condizioni per l’esecuzione della pena detentiva presso il domicilio” in base al cosiddetto decreto ‘svuotacarceri’. La procura ha precisato anche che l’ultima decisione sui domiciliari al direttore de Il Giornale spetterà comunque al magistrato di sorveglianza, il quale ha, secondo la legge, cinque giorni di tempo per decidere. Il termine comunque è ordinatorio e non perentorio, consente quindi al magistrato di Sorveglianza un periodo più lungo per decidere le modalità della detenzione ai domiciliari oppure riconfermare il carcere.

Come dire, giustizia (anche se in parte) è stata fatta. Arrivederci alla prossima avventura.

11/26/12

Pornografia come materia di studio

                                       

Finalmente qualcuno (non a caso uno dei pochi paesi che non perde pezzi per strada) sta pensando seriamente di modernizzare il mondo scolastico, promuovendo lo studio di una materia che ha a che fare con il quotidiano ponendo, in questo modo, i giovani in una prospettiva “applicativa” nei confronti della vita. Sto parlando della pornografia come materia di studio per alunne della scuola superiore.

Manner.ch, associazione di maschi svizzeri formata in gran parte da padri, sta facendo pressione affinché agli insegnanti sia consentito mostrare in classe materiale pornografico ” a scopo educativo”. “La maggior parte dei ragazzi diquest’età ha già visto un fil porno su internet” ha dichiarato il presidente dell’associazione, il sociologo Markus Theuner, e le elezioni servirebbero ad insegnare loro il giusto approccio a questo materiale.

Considero tale iniziativa foriero di cambiamento dell’intero tessuto scolastico. In esso si dà troppa importanza a materie specifiche, sì importanti ma completamente astratte dalla vita di tutti i giorni, sottraendo, in questo modo, tempo prezioso allo studio di “nuove materie” come quella in oggetto che aiuterebbero i ragazzi nel percorso di crescita.

Penso all’educazione civica, ad esempio, che se affrontata con metodo applicativo e riferita alle situazioni difficili che i ragazzi vivono, darebbe di certo ottimi frutti. La cultura è importante, ma iniziamo a pensare anche alla pratica della vita e iniziamo a farlo dalle prime fasi della crescita, l’adolescenza.

Stavolta l’Italia non dovrebbe fare eccezione…

11/23/12

Open Ministry: Almeno proviamoci…

Open Ministry: Almeno proviamoci…

Ancora una volta hanno fatto e disfatto tutto da soli, senza chiederci neppure come stiamo. Come va la nostra vita, da un punto di vista professionale, personale, economico… L’Italia implode (con noi all’interno!), del suo deficit da ripianare, delle mai finite tasse riferite finanche all’aria che respiriamo, della disoccupazione giovanile che, a detta loro (non mia che, confrontandomi quotidianamente con i giovani, credo sia d gran lunga superiore!), sfiora il 30%, e loro si scannano per le Poltrone da riempire. Naturalmente avete capito a chi mi riferisco…

I media, a questo proposito, li assecondano, dedicandogli tutto il tempo che hanno a disposizione, fino all’ultima goccia d’inchiostro. Perché siamo abituati in questo modo, perché funziona così, perché s’adda fare, perché… eccetera eccetera.

Ma non si accorgono che non ce ne frega niente dei “Fantastici 5″ o degli “innumerevoli” della sponda opposta, oppure delle milleuno ali pseudotrasversali e grettamente di protesta fasulla? Non comprendono la nostra stanchezza verso certi modelli conformisti, obsoleti? Non è abbastanza chiaro che il nostro interesse riguarda il miglioramento della vita di tutti i giorni, quella reale?

Siamo bombardati 24 su 24 da messaggi politici che non la rispecchiano, senza avere mai la possibilità di controbattere, rispondere, dire la nostra, se non al momento del voto, quando ormai i giochi sono fatti e l’unica speranza è che i vincitori non combinino troppi casini, rovinandoci l’esistenza. In questo modo non abbiamo partecipato al momento decisionale, né a quello argomentativo e tantomeno a quello del libero confronto di idee. Al contrario abbiamo subito un’imposizione dall’alto priva di una qualsivoglia matrice costruttiva. Insomma, siamo stati sottoposti ad un lavaggio del cervello per svariati mesi, in cui i “meritevoli di onorificenza” hanno fatto il bello e il cattivo tempo.

Guardando oltre i nostri confini nazionali, però, ci accorgiamo che esiste chi ancora fa ragionamenti sensati. In Finlandia, ad esempio, c’è Open Ministry un sistema di democrazia diretta realizzata in rete. Rappresenta una piattaforma online per l’ open crowdsourced lawmaking. In buona sostanza, le istituzioni finlandesi sono obbligate a rispondere con un voto in Parlamento a qualunque proposta ottenga più di 50mila adesioni ottenute elettronicamente, certificate da un’autorità competente, entro 6 mesi. Come dichiarato dal suo fondatore Joonas Pekkanen: “E’ un punto di non ritorno nell’evoluzione della partecipazione dei cittadini”.

Ecco, in Italia non ci aspettiamo di essere considerati pionieri di iniziative democratiche come questa, ma almeno potremmo prenderne spunto…

Almeno proviamoci.


11/21/12

“OutNoW”: In un video, un messaggio di fiducia rivolto ai giovani

Personaggi affermati del panorama partenopeo si raccontano ed esortano i giovani a credere nei propri sogni. Il video spopola in rete.

 

Continuare a credere nella bellezza dei propri sogni con tenacia e determinazione, nonostante le difficoltà del momento attuale.

E’ questo il messaggio contenuto in un video virale dal titolo: “OuNoW – il futuro nei sogni di ognuno”, che sta spopolando sul celebre portale Youtube e sui social network, a partire da Facebook.

120 secondi durante i quali affermati personaggi del panorama imprenditoriale, culturale, medico ed associativo partenopeo si raccontano senza riserve, svelando i sogni da bambino, i progetti adolescenziali e le aspettative future.

Nel filmato, i protagonisti esortano i giovani ad essere sempre motivati dall’orgoglio e dalla voglia di farcela, coltivando le passioni vere e supportati da autostima e carica necessarie.

Si parte da una sequenza di foto in bianco e nero dei personaggi intervistati che si soffermano sul momento della gioventù e si finisce con le immagini che più li rappresentano oggi.

Una Napoli che passa repentinamente dall’alba al tramonto accomuna chi anima il video. In esso troviamo l’attore Germano Bellavia, il giornalista Alfonso Ruffo, il medico Ines Marano, l’imprenditore Gianluca Isaia, il presidente del circolo Savoia, Pippo Dalla Vecchia. “Bisogna entrare nel mondo del lavoro – spiegano ai ragazzi – spinti sempre dall’orgoglio e dalla voglia di farcela, coltivando le proprie passioni, ma soprattutto supportati dall’autostima e dalla carica che ciascuno ha dentro”.

Il video nasce da un’idea condivisa tra i 250 associati, rappresentati da 7 conisiglieri tra i quali Francesco de Laurentiis e Pietro De Maio, guidati da Stefano Aprile e Claudio Dominech, promotori di “OutNoW” – la voce delle tue idee, l’associazione culturale partenopea nata dai giovani e rivolta ai giovani che, da circa due anni, promuove iniziative tese al miglioramento del territorio. Un obbiettivo al quale questi ferventi ragazzi puntano con decisione integrando capacità, progetti e idee con le reali necessità della collettività, attraverso incontri, dibattiti, servizi giornalistici ma, soprattutto, una testata online, “OutNoW.it”, diretta dallo stesso giornalista Claudio Dominech (visibile su: www.outnow.it «http://www.outnow.it/»).

Costola dell’omonima associazione culturale, il settimanale rappresenta un megafono messo a disposizione dei giovani che intendono partecipare attivamente al difficile momento che stiamo vivendo, attraverso la propria opinione, nella convinzione che la voce del singolo faccia la forza della collettività.